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“Esprimi un desiderio…”

Si esprime un desiderio prima di soffiare sulle candeline della torta di compleanno. E quando si vede una stella cadente la notte di San Lorenzo. Ed è di desideri, compleanni e stelle cadenti che vi racconto oggi…

La copertina delle seconda e non ultima edizione del romanzo, che presi in prestito in biblioteca.

Il 9 agosto 1989, quando non avevo ancora nove anni, non feci nemmeno in tempo ad esprimere un desiderio ad una stella cadente che nacquero le mie tanto attese sorelline gemelle.

L’estate successiva festeggiammo il loro primo compleanno in montagna dalla nonna, al riparo dal caldo della città. È la prima volta che ricordo di essermi stesa all’aperto sotto il cielo stellato la notte del 10 agosto, per esprimere una pioggia di desideri. Me ne ero preprarata una scorta: scrivere un libro, vincere un Oscar come migliore attrice protagonista, essere la sorella maggiore migliore del mondo, avvistare un extraterrestre, come già mio padre raccontava gli fosse capitato da giovane fra quelle stesse montagne…

Nell’autunno di quello stesso anno mi ammalai di gelosia filiale e trascorsi qualche settimana a letto con poca febbre, sufficiente inedia e molti libri. Fu in quell’occasione che lessi E un giorno dal cielo arrivò Clorofilla e mi innamorai di Bianca Pitzorno. Il romanzo inizia così:

Capitolo primo

I signori viaggiatori che nel corso del viaggio scambieranno stelle cadenti per astronavi, saranno sottoposti alla multa regolamentare.

(da un regolamento ferroviario)

Tutti sanno che la notte di San Lorenzo è, fra tutte le notti dell’anno, quella in cui dalla Terra si può esservare il maggior numero di stelle cadenti.

Anche Michele lo sapeva, tanto più che la sua maestra gli aveva fatto studiare a memoria la poesia di Giovanni Pascoli intitolata “X agosto”…

La copertina dell’edizione Mondadori, con illustrazioni di Adelchi Galloni

Michele sta viaggiando in treno insieme alla sorellina minore Francesca, quando i passeggeri avvistano una stella particolarmente luminosa e particolarmente cadente, che si scoprirà essere un UFO proveniente da un pianeta lontano, su cui viaggia la baby-extraterrestre Clorofilla in cerca di aiuto… ma questo solo molte pagine dopo.

Ma i problemi di Michele e Francesca per il momento sono ben altri: la mamma speleologa li ha spediti a trascorrere il mese di agosto a casa di uno zio, il professore di botanica Erasmus, che non solo non si cura minimamente di loro, anzi, fa quasi finta di non conoscerli e per di più è membro onorario della “Lega dei nemici dei bambini, cani, gatti e animali affini”!

Mentre pagina dopo pagina provvidenziali equivoci, sorprendenti coincidenze e rocamboleschi incidenti si susseguivano fino ad un emozionante lieto fine, mi rendevo conto di avere scoperto un’autrice a cui sarei rimasta affezionata per il resto della mia vita; un’autrice che parlava, e avrebbe continuato a farlo, ai miei desideri più segreti.

Al mio successivo compleanno, soffiando sulle candeline desiderai di poterla incontrare.

Pochi mesi dopo Bianca Pitzorno venne a Bologna a presentare il suo nuovo libro, Ascolta il mio cuore (era il 1991). Sul momento non mi parve vero di veder esaudito il desiderio di incontrare faccia a faccia la mia scrittrice preferita, della quale nel frattempo avevo consumato -nel senso di straletto fino a consumarli- moltissimi libri, a cominciare dai miei preferiti La bambola dell’alchimista (un’altra storia di fratelli maggiori e sorelline in pericolo!) e Speciale Violante (in cui una ragazzina diventa attrice per caso!).

L’incontro in libreria andò malissimo. Paralizzata dalla timidezza non osai neanche farmi fare un autografo con dedica sulla mia copia del nuovo libro, e mandai mia madre a fare la fila, mentre osservavo le altre lettrici farsi avanti con sciocche domande che io non avrei mai osato porre alla mia beniamina (quanti libri hai scritto? Quale dei tuoi libri ti piace di più?).

Ricevetti con amarezza la copia di Ascolta il mio cuore autografato per interposta persona, e tempo dopo lo prestai ad una vicina di casa, per non rivederlo mai più…

Ma a questo punto vi starete forse chiedendo perchè vi racconto questa triste storia di stelle cadenti, compleanni e desideri infranti,  un po’ vera e un po’ no?

Ebbene oggi, 12 agosto 2012, Bianca Pitzorno compie settant’anni.

Non so che desiderio esprimerà soffiando sulle sue candeline.

Ma so che ancora per stantotte le stelle cadenti continueranno a solcare il cielo, e forse avrò l’occasione di esprimere ancora una volta il desiderio di poter incontrare l’autrice preferita di quando ero bambina e ascoltare le  risposte alle domande che non ebbi il coraggio di porle e tutte le storie che ha ancora da raccontare.

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3 thoughts on ““Esprimi un desiderio…”

  1. Pingback: La biblioteca multimediale di Bianca Pitzorno | GiGi Il Giornale dei Giovani Lettori

  2. Grazie delle belle parole affettuose: non posso nascondere che, nonostante tutti i libri belli letti in questi ultimi anni, quelli letti da bambina restano i migliori, gli indimenticabili!

  3. Bellissimo, nostalgico ed evocativo post, cara.
    Ti auguro che questo e tutti i tuoi desideri possano avverarsi.
    Non solo in questo giorno di tradizionali cadute di stelle.
    Polly

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