7-10 anni/Libri/narrativa

“Weekend con la nonna” di Stefan Boonen e “La principessa e lo scheletro” di Piret Raud, Sinnos

compagni di viaggio 5Arrivano dal Nord Europa, portando una ventata d’aria fresca e vivacità due libri divertenti e accattivanti, destinati ai lettori a partire da 7 anni in su.

Weekend con la nonna e La principessa e lo scheletro sono due novità da non perdere per tutti i lettori che amano essere rallegrati e sorpresi, appena pubblicate da Sinnos.  Bizzarro mix fra albo illustrato, fumetto e diario di vacanza il primo, rocambolesco romanzo a cavallo fra genere fiabesco e umoristico il secondo, i due titoli si fanno notare per originalità e stile nell’attuale panorama della narrativa per ragazzi, senza dimenticare l’alta leggibilità.

Dell’editore romano i lettori di questo blog hanno infatti già imparato a conoscere le tante pubblicazioni (racconti illustrati, romanzi e graphic novel) accessibili anche a giovani lettori con specifiche difficoltà, grazie ad accorgimenti stilistici e grafici che non mancano in ogni libro.

Prima di raccontarvi storie e illustrazioni, sperando di incuriosirvi e conquistarvi alla lettura, vorrei però soffermami su un’informazione contenuta nel colophon di entrambe le pubblicazioni. Dietro al frontespizio di Weekend con la nonna di Stefan Boonen si nota il logo del Flemish Literature Fund e la scritta: “The translation and production of this book was funded by the Flemish Literature Fund”, che testimonia il contributo dato dal Fondo per la letteratura fiamminga per promuovere i propri artisti. Stessa cosa accade per La principessa e lo scheletro di Piret Raud, dove si legge: ”opera pubblicata con il sostegno di Eesti Kulturkapital, Centro per la Cultura Estone e di Eesti kirjandus, programma di supporto della letteratura estone del Ministero della Cultura Estone”.

Incuriosita dai messaggi, sono subito andata a sbirciare il sito del Flemish Literature Fund, dal quale si possono scaricare interessanti bollettini che raccontano la recente produzione letteraria in lingua fiamminga, e del Ministero della Culture Estone, attraverso il quale ho scoperto l’esistenza dell’ente per la promozione della letteratura per ragazzi nazionale, Estonian Children’s Literature Centre. Se vorrete dare un’occhiata ai siti, anche voi come me rimarrete piacevolmente sorpresi della vivacità con la quale vengono comunicati libri e autori, oltre che della fierezza che trapela dai comunicati.

Al di là degli stereotipi mainstream, delle produzioni letterarie massificate, che guardano al mercato dei consumi culturali globali, la “biodiversità” letteraria europea è un elemento da notare e da valorizzare sugli scaffali di biblioteche e librerie per ragazzi.

Permettetemi a questo proposito di riprendere qui una riflessione che ho formulato qualche mese fa per un contributo riferito a recenti pubblicazioni di romanzi per ragazzi di autori nordeuropei, (lo trovate su Hamelin n° 39):

Secondo l’annuale Rapporto della rivista LiBeR sull’editoria per ragazzi, nel 2013 è sempre la Gran Bretagna a fornire la maggior parte dei titoli in traduzione presenti sul nostro mercato (19,08%), al quale i paesi che si affacciano sul mare del Nord (Paesi Bassi, Belgio, Germania, Svezia, Norvegia, Finlandia) contribuiscono per poco più del 5%. [qui trovate i dati che cito]

I dati nulla dicono però di due aspetti salienti che caratterizzano la pubblicazione dei romanzi fin qui citati. Il primo è che essi giungono sui nostri scaffali in larga parte grazie all’impegno di piccoli e medi editori italiani, godendo anche al sostegno di agenzie estere, come ad esempio Sweedish Art Council e Dutch Foundation for literature, impegnate nel diffondere e valorizzare la propria identità culturale nazionale. Una buona pratica che, dotandosi di istituzioni che al momento paiono mancare, potrebbe essere applicata anche in senso inverso, dall’Italia verso l’estero.

Dunque, le piccole e medie case editrici nostrane per ragazzi, come Sinnos, si dimostrano intelligenti e dinamiche, pronte a cogliere buone occasioni per proporre libri di qualità e inaugurare proficue partnership europee. Le istituzioni culturali governative stentano invece a stare al passo col panorama internazionale: vi sfido a andare sul sito del Cepell e trovare comunicazioni entusiaste o perlomeno aggiornate sulla promozione della letteratura italiana – per ragazzi e non – all’estero!

Per tornare ad occuparci da vicino dei libri per ragazzi, il secondo aspetto a cui mi riferisco nel brano sopraccitato e che a mio parere accomuna le narrazioni di autori nordeuropei approdati negli ultimi anni sui nostri scaffali (e su questo blog) – cito, in ordine alfabetico, Paul Biegel, Anne Holt, Tosca Menten, Frida Nilsson, Maria Parr, Jutta Richter, Tanya Stewner, così come Stefan Boonen e Piret Raud di cui vi parlo oggi e Siri Kolu e Salah Noura, di cui vi parlerò nel prossimo articolo – è lo sguardo puntato su un’infanzia non “addomesticata”, capace di gioire dell’incongruente e dell’inconsueto, che non si accontenta di facili risposte e si ribella conformismo del mondo degli adulti.

Weekend con la nonna, di Stefan Boonen, illustrazioni di Melvin, traduzione di Laura Pignatti, Sinnos 2015, 11€.

Weekend con la nonna, di Stefan Boonen, illustrazioni di Melvin, traduzione di Laura Pignatti, Sinnos 2015, 11€.

Ne è un simpaticissimo esempio Weekend con la nonna di Stefan Boonen e illustrato da Melvin, la cronaca di un fine settimana pazzesco, eppure familiare, che una folta ciurma di cugini trascorre in compagnia di un’anziana progenitrice tutt’altro che tipica.

Si passeggia per il bosco, si va a pesca, si accende un falò, si mangia il gelato, eppure a casa della nonna tutto ha un sapore diverso, la realtà si mescola alla fantasia, lo scherzo irriverente diviene la consuetudine e non c’è giorno che passi senza immaginare di vivere un’avventura.

Alternando vignette, racconto in prima persona, scambi velocissimi di battute, gli autori descrivono la vacanza di gruppo che tutti i bambini vorrebbero trascorrere, gustando la libertà di trasformarsi da audaci esploratori in burloni senza freni. Potendo sempre contare, a fine giornata, su un abbraccio rassicurante.

Weekend con la nonna_internoIl racconto è frizzante e sincopato e va seguito leggendo sia il testo che le immagini, molto più di semplici illustrazioni e parte integrante della narrazione. Non perdetevi le immagini nei risguardi, che mostrano il prima e il dopo della vacanza, attraverso la fotografia dell’equipaggiamento da viaggio dei bambini!

I caratteri in stampatello maiuscolo, enfatizzati da effetti in grassetto e coloriture, non devono far pensare a una lettura rivolta esclusivamente ai lettori alle primissime armi: i sottintesi ironici e paradossali del racconto in prima persona del protagonista rendono il racconto assai gustoso anche per chi ha ben più di 7 anni.

La principessa e lo scheletro, di Piret raud, traduzione di Daniele Monticelli, Sinnos 2015, 11€.

La principessa e lo scheletro, di Piret Raud, traduzione di Daniele Monticelli, Sinnos 2015, 11€.

La principessa e lo scheletro è un’altra bella scoperta e lettura consigliata per chi apprezza le narrazioni ampie e ben orchestrate: scritto e illustrato dalla prolifica autrice estone Piret Raud, il romanzo è pieno di avvenimenti e ribaltamenti di prospettiva.

Tutto inizia con il proverbiale “scheletro nell’armadio”: lo scheletrico signor Ossi custodisce gelosamente in un cofanetto di legno il segreto del re. Fino a che, stufo di starsene rinchiuso con la sola compagnia di una cravatta, mette il naso fuori dal guardaroba reale e diventa amico della principessa Lulù.

Da questo punto in poi le trovate surreali si susseguono: qual è il travestimento migliore per far passare inosservata la “magrezza” di Ossi? Un bendaggio integrale e una nuova identità come diva del cinema che ha appena subito un’operazione di chirurgia.

La principessa e lo scheletro_internoL’incontro/scontro con l’acerrimo nemico di ogni scheletro – un cane bramoso di ossa da sgranocchiare – produce la perdita del cofanetto segreto e una serie di incidenti a catena, che coinvolgono poliziotti e giornalisti, un senzatetto che tesse tappeti di stracci, una lisca di pesce fedele come un cane da guardia, due bambini che credono in un’invasione aliena e l’intera casa reale. Ce n’è abbastanza per sbalordire e divertire i lettori di più fasce d’età: da adulti, leggetelo prima di dormire ai vostri ragazzi e sarete contagiati dallo spirito gioioso e eccentrico dell’autrice e dai suoi personaggi.

Una piccola nota a margine: piaceranno ai bambini i ritratti caricaturali di Piret Raud? Le figurine grottesche, con teste grandi e occhi sporgenti, definite da un tratto finissimo e senza sfumature, si discostano parecchio dall’immaginario visivo fiabesco a cui molti sono abituati. Aspetto curiosa commenti di giovani lettori a riguardo.

Un’ultima curiosità: a questo link trovate una corposa galleria fotografica dello spettacolo tratto da La principessa e lo scheletro e messo in scena da Ugala Teater: parrucche vistose, baffi posticci e costumi sgargianti un po’ contrastano con la sottigliezza dello stile di Piret Raud… ma anche così, all’estero, ci mostrano molteplici modi per far vivere la propria letteratura per ragazzi!

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2 thoughts on ““Weekend con la nonna” di Stefan Boonen e “La principessa e lo scheletro” di Piret Raud, Sinnos

  1. Pingback: Mammut! di Stefan Boonen e Melvin, Sinnos | GiGi Il Giornale dei Giovani Lettori

  2. Condivido molto volentieri con i lettori del blog un’ulteriore riflessione sul valore di proposte editoriali di qualità provenienti da paesi che per lingua e tradizione non sono dominanti nel mercato editoriale.
    Il commento arriva da Emanuela Casavecchi della casa editrce Sinnos, che ringrazio moltissimo per l’attenzione e l’interesse: “Siamo nati con i libri bilingue e con la produzione interculturale. Le collane di 20 anni fa non ci sono più, ma il principio di interculturalità resiste fermo per noi. Quindi anche curiosare tra le letterature degli “altri” è interculturale e risponde al concetto del piano editoriale di Sinnos di insegnare ai bambini a non aver aver paura della diversità in tutte le sue forme ma anzi di esserne incuriositi”.
    Un interessante punto di vista, che condivido pienamente e spero susciti ancora nuova riflessioni in chi i libri li legge ma anche in chi li produce e diffonde.

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