Avventure in biblioteca

Rapimento in biblioteca, Interlinea edizioni, e Una notte in biblioteca, kira kira edizioni, sono due libri che ci regalano occasioni per immaginare e giocare con gli spazi e servizi bibliotecari in modo nuovo.

Sono una bibliotecaria e come tale sono naturalmente attratta dalle storie ambientate nel luogo in cui passo tante ore quasi ogni giorno. Se si tratta di storie per bambini e ragazzi, mi aspetto che la biblioteca diventi teatro di divertimento, sorprese, avventure, come tutti noi bibliotecari speriamo che sia agli occhi dei visitatori più giovani.

Negli ultimi mesi due libri, diversi tra loro per formato ed età di riferimento, hanno fornito a me e ai miei colleghi l’occasione di condividere con i bambini, i loro insegnanti e le loro famiglie un’idea di biblioteca come luogo di stupore, di incontri meravigliosi e in cui sentirsi felici. 

Considerando quanto negli ultimi due anni le biblioteche (e non solo loro) hanno sofferto per le chiusure e l’allontanamento del proprio pubblico, di occasioni come quelle che vi racconterò ne abbiamo davvero, davvero bisogno.

Il primo libro è il racconto lungo (o romanzo breve)  Rapimento in biblioteca di Margaret Mahy, con illustrazioni di Quentin Blake, pubblicato da Interlinea nella collana Le rane. Non si tratta di un titolo completamente nuovo, ma di una riedizione molto attesa di La bibliotecaria rapita, pubblicato quasi quarant’anni fa dalla casa editrice Bibliografica. 

L’autrice Margaret Mahy, che fu anche bibliotecaria, moriva all’incirca dieci anni fa e fu allora, in questo articolo, che vi parlai per la prima volta della bibliotecaria Costanza Gentilucci e del suo rapimento da parte di una banda di briganti, capeggiati dal barbuto Salvatore Benvenuto. All’epoca avevo ideato una caccia al tesoro in biblioteca basata sulla loro storia. Grazie alla ripubblicazione del testo ho finalmente potuto riproporre la lettura e un coinvolgente gioco alle classi di scuola primaria, in visita per la prima volta alla biblioteca. 

La storia in breve: la bibliotecaria (che oggi si chiama Sabrina Laburnum e non più Costanza) viene rapita da un gruppo di briganti, che pensano di chiedere un riscatto al consiglio comunale. Siamo in uno di quei paesini – e sono tanti anche qui in Italia – in cui in biblioteca lavora una persona sola e senza di lei il servizio rimane chiuso. Sabrina però ha avuto contatto con dei bambini malati di varicella e in men che non si dica i suoi rapitori, tranne il capo, si contagiano e devono mettersi in quarantena (dieci anni fa dovevo spiegare ai bambini cosa volesse dire, oggi è diventato gergo quotidiano). 

Durante l’isolamento, sono i libri della biblioteca letti ad alta voce da Sabrina a fornire conforto e cure ai malati. La bibliotecaria viene quindi liberata e la storia potrebbe finire qui. Ma il bello viene ora: qualche settimana dopo il capo (il cui nome è diventato Salvatore Amoroso) si rifugia in biblioteca per sfuggire a un poliziotto. Per evitargli la cattura, Sabrina lo cataloga e lo trasforma in documento della collezione: come potete ben immaginare, da questo punto della lettura in poi iniziare una “caccia al brigante” nella biblioteca reale è d’obbligo! 

Organizzare il gioco non è difficile: basta solo nascondere qualche messaggio del capo brigante (e magari oggetti che possono appartenergli) nei luoghi strategici della biblioteca. Bambini e bambine, che dalla visita guidata prima della lettura hanno iniziato a familiarizzare con il banco prestito, l’emeroteca, la sezione multimediale, sapranno trovarli facilmente… e non li dimenticheranno più!

Il finale del Rapimento in biblioteca non ve lo svelo, è tutto da leggere, anche per chi pensa di conoscerlo già. La nuova edizione contiene più capitoli di quella del 1985, uscita come supplemento alla rivista Biblioteche oggi in un formato ridotto rispetto all’originale.

Copertina di Chiaki Okada da Una notte in biblioteca, kira kira edizioni

Una notte in biblioteca di Kazuhito Kazeki e Chiaki Okada è un albo illustrato di recentissima pubblicazione da parte di kira kira edizioni, piccola e rinomata casa editrice specializzata nella proposta di picture book di autori giapponesi o a che si rifanno alle tradizioni del Sol Levante.

Questo libro lo aspettavo da tanto tempo, da quando ho scoperto da un articolo di Laura Imai Messina che in Giappone bambini e bambine sono soliti portare i loro pupazzi a trascorrere la notte da soli in biblioteca. Dopo ulteriori ricerche, ho scoperto anche che esisteva un albo illustrato giapponese (ma già pubblicato in Francia) che raccontava questa meravigliosa pratica. Ora che è disponibile in italiano, penso che diventerà un nuovo classico fra tutti i bibliotecari, per le magnifiche illustrazioni, per la delicatezza della storia, per gli spunti che suggerisce.

Il racconto è semplice e adatto dai 3 anni di età. Inizia con i bambini che accompagnano i peluche in biblioteca, leggono insieme a loro e poi gli preparano il lettino. Il momento della separazione non è facile, ma è solo fino all’indomani. Durante la notte, avviene la magia: i pupazzi si animano e cominciano ad esplorare e giocare… attirando l’attenzione delle bibliotecarie (che sono ancora al lavoro, nonostante l’ora tarda). È grazie a loro che gli animali di stoffa familiarizzano ancora di più con l’ambiente e i servizi della biblioteca, sentendosi a casa e trovando un libro preferito per ciascuno, che il giorno seguente sarà preso in prestito dai bambini.

Illustrazione di Chiaki Okada da Una notte in biblioteca, kira kira edizioni

L’idea di lasciare i propri giocattoli da soli in biblioteca e il giorno successivo scoprire in fotografia quali libri hanno letto, che giochi hanno fatto e che luoghi hanno esplorato all’insaputa degli umani non è nata in Giappone, bensì negli Stati Uniti. A partire dagli anni Duemila si è diffusa la pratica nota come Stuffed Animals Sleepover, cioè “il pigiama party degli animali di pezza”. In sostanza l’iniziativa è una versione più ridotta (e più economica) della popolare esperienza della “notte in biblioteca” o “notte al museo” per i bambini. Trasferire al proprio pupazzo l’opportunità di vivere un’avventura notturna consente anche ai più piccoli, che difficilmente dormirebbero da soli lontano da casa, di assaporare il brivido dell’autonomia e allo stesso tempo di percepire la biblioteca come un luogo sicuro, in cui tornare e al quale affezionarsi.

Lo scorso mese di marzo, grazie alla collaborazione con kira kira edizioni e in concomitanza con la Bologna Children’s Book Fair e il festival BOOM! Crescere nei libri, io e i miei colleghi della Biblioteca Jorge Luis Borges del Comune di Bologna abbiamo avuto l’onore di organizzare il primo “pigiama party dei peluche” in una biblioteca pubblica* in Italia

Tutto si è svolto come nel libro, con piccoli aggiornamenti digitali. Dopo qualche resistenza iniziale, bambini e bambine ci hanno affidato con entusiasmo i loro amici di pezza. Noi li abbiamo portati in giro per la biblioteca e documentato tutte le loro esperienze per condividerle successivamente con le famiglie e sui social. Alle 21 ci siamo collegati in video con i bambini a casa, così da leggere insieme una storia della buonanotte. Il mattino seguente ci siamo ritrovati in biblioteca e in compagnia di Elena Rambaldi di kira kira edizioni abbiamo letto Una notte in biblioteca di Kazuhito Kazeki e Chiaki Okada e rivissuto le emozioni sperimentate di persona.

Non posso negare che anche per noi adulti è stata un’esperienza indimenticabile, che speriamo ispiri molte altre avventure in biblioteca.

*Nel novembre 2020 un’iniziativa analoga si è svolta a Milano presso Fa-Voliamo, una ludoteca e centro per bambini e famiglie a gestione privata. Se qualcuno ha già realizzato un pigiama party dei peluche in una biblioteca pubblica, sarei lieta di saperlo e aggiornare questo articolo: scrivetelo nei commenti o a ilgiornaledeigiovanilettori[a]gmail.com

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