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“Nove braccia spalancate” di Benny Lindelauf, San Paolo

Gruppo di famiglia

Una grande famiglia in una grande casa lontana dalla città, singolare e sbilenca. Oggetti smarriti, segreti del passato, misteri del presente. Gli ingredienti per un grande romanzo ci sono tutti!

Nove braccia spalancate non è solo il titolo del romanzo dello scrittore olandese Benny Lindelauf, ma anche la misura della lunghezza della casa in cui si trasferisce la famiglia Boon e di conseguenza il suo nome. E guarda caso nove sono le persone che ci abitano – le tre sorelle protagoniste, Fing, Jes e Muulke, quattro fratelli, il papà e la nonna.

Illustrazione di Isabella Labate

Illustrazione di Isabella Labate

Entrare dentro Nove braccia spalancate è proprio come oltrepassare una soglia e chiedere albergo presso una famiglia accogliente ma sconosciuta, che vive secondo i propri rituali e comunica tramite il proprio gergo, da cui sul principio gli ospiti sono esclusi. Sarà la distanza temporale e geografica (il romanzo è ambientato nel 1937, in una piccola cittadina del sud dei Paesi Bassi), sarà che la narrazione in prima persona di Fing comincia in medias res, nel corso dell’ennesimo trasloco dei Boon, sarà che i personaggi annunciati sono tanti, ma sul principio della lettura è facile restare travolti.

Gli episodi si susseguono veloci, centellinando dettagli della storia di famiglia; il passato di Nove braccia spalancate affiora poco a poco; la parlantina delle bambine, che scherzano e litigano fra di loro usando termini dialettali (vedere il glossario in fondo per la traduzione), ci invita a stare al gioco e cercare il mistero nelle pieghe della realtà. E poi, come accade spesso di fronte alla costruzione dei grandi romanzi, che non spiegano ma raccontano con voce via, arriva il momento in cui il nostro occhio di lettori si sintonizza sulla filigrana della narrazione e le pagine cominciano a filare via una dopo l’altra, dense, brillanti, coinvolgenti.

Quante storie si intrecciano in Nove braccia spalancate: quella della piccola Jes, afflitta da una vertebra spostata e da un busto cigolante, che la rende diversa dalle sorelle e dalle compagne di scuola. Quella di Pap, eterno sognatore in cerca di fortuna, questa volta alle prese con una manifattura di sigari. Quella di nonna Mei, custode del focolare e dei ricordi dei cari perduti, la giovane mamma, il nonno.

Poi ci sono Fing e Muulke, autentici motori del racconto, ragazzine che non hanno paura di esplorare lato oscuro di Nove braccia spalancate – la cantina, il cimitero lungo la strada– e che, pur con caratteri e metodi diversi, non si accontentano delle risposte degli adulti di fronte alle strane incongruenze di cui sono testimoni e cercano di scoprire la verità che nascondono. Perché la casa ha la porta d’entrata sul retro, e non sulla strada? Perché qualcuno ha fatto sparire un vecchio letto intagliato rinvenuto nello scantinato, con su inciso il nome Nienevee? Perché la nonna di notte pulisce una lapide senza nome? Chi è in realtà il vecchio pazzo Hoempa Hatsi, che si nasconde fra le siepi del cimitero?

Illustrazione di Isabella Labate

Illustrazione di Isabella Labate

Sotto l’accumulo di evidenze non si cela una sanguinosa tragedia, bensì una grande storia d’amore, consumatasi cinquant’anni prima sulla strada che porta a Nove braccia spalancate, fra una giovane zingara e uno sfortunato falegname. Un episodio capace di illuminare anche la personale storia della famiglia Boon di un nuovo senso di appartenenza e solidarietà.

La grande umanità dei protagonisti e la capacità di Benny Lindelauf di costruire dialoghi vivaci su un solido tessuto narrativo sono la chiave per conquistare i lettori. Mi piacerebbe proporre Nove braccia spalancate a bambini e ragazzi a partire dai 10 anni, quelli con maggiore sensibilità e attenzione per la lettura, nonostante la densità di alcuni degli argomenti trattati (malattia, passione amorosa, perdita, solitudine) farebbero propendere per un pubblico di lettori un po’ più maturo, a partire dai 12 anni.

Tradotto con grande attenzione alla storia e alla lingua da Anna Patrucco Becchi e pubblicato nella bella collana di narrativa per ragazzi delle edizioni San Paolo (che conta titoli di autori italiani e in traduzione da non dimenticare), Nove braccia spalancate è un romanzo contemporaneo che ha già il sapore del classico. Ancor di più nell’edizione italiana, impreziosita dalla copertina e dalle tavole eleganti dell’illustratrice Isabella Labate.

Nei mesi di febbraio e marzo Benny Lindelauf sarà in Italia per un piccolo tour di incontri con i suoi lettori, organizzato dalle Edizioni San Paolo grazie al contributo di Nederlands Letterenfonds/Dutch Foundation for Literature, che ha sostenuto anche la traduzione del romanzo, e dell’Ambasciata dei Paesi Bassi. Eccovi gli appuntamenti già confermati:

26 febbraio: Rozzano – Biblioteca dei ragazzi, ore 10.30
27 febbraio: Milano – Scuola Germanica, ore 11.45
29 febbraio: Genova – Biblioteca Internazionale per Ragazzi De Amicis, ore 10.00
1° marzo: Bologna – Biblioteca Casa di Khaoula, ore 16.30
2 marzo : Modena – Scuola Statale Secondaria di I Grado “Lanfranco”, ore 11.00
4 marzo: Roma – Istituto Comprensivo “Antonio Rosmini”, ore 11.00

Nove braccia spalancateTitolo: Nove braccia spalancate

Autore: Benny Lindelauf, traduzione di Anna Patrucco Becchi

Illustrazioni: Isabella Labate

Editore: San Paolo, 2016

Prezzo: 15€

Lo trovi sugli scaffali della Libreria dei Ragazzi

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