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“Il numero 5” di Gabriele Nanni, Piemme junior

un gioco da ragazzi 1

Il basket è al centro del romanzo Il numero 5 di Gabriele Nanni, che entra a far parte a pieno titolo della mia biblioteca sportiva ideale, insieme ad un pugno di storie che trasmettono passioni e valori che vanno oltre la competizione agonistica.

Con il mese di settembre, GiGi lancia un nuovo tema, a cui saranno dedicati i prossimi articoli e le letture: i ragazzi – preadolescenti da 11 anni in su e adolescenti – e ciò che li appassiona. Naturalmente la carrellata di libri, fumetti e film che vi proporrò non ha alcuna pretesa di abbracciare l’intera offerta rivolta a questa fascia d’età, ma sarà l’occasione per dedicare un po’ di attenzione ad un gruppo di lettori che negli ultimi anni ha dimostrato di essere appassionato e rilevante, sia culturalmente che economicamente.

Basta pensare a quanti successi per giovani adulti sono stati saccheggiati dal mercato editoriale adulto e dal cinema (vedi l’articolo La narrativa per giovani adulti e i suoi lettori, leggibile a questo link e in homepage).

Per cominciare, ho deciso di dedicarmi a un particolare sottogenere che molta presa ha sui lettori, soprattutto maschi (se mi concedete la generalizzazione): i romanzi di sport.

Non saprei dire se tutti i ragazzi che amano e praticano lo sport amino anche le storie di sport. Però devono pensarla così gli editori, sempre alla ricerca di ami da lanciare, per pescare potenziali lettori nel mare dei non lettori.

Buttando l’occhio agli scaffali di biblioteche e librerie si notano parecchi romanzi, in prevalenza per lettori della fascia 9-12 anni, dedicati a squadre giovanili di calcio (le serie Gol di Luigi Garlando e Football dream di Alessandra Berello e Andrea Marelli, le cronache del giornalista sportivo Darwin Pastorin e tanti altri), rugby (Rugby Rebels di Andrea Pau), basket (Basket league di Luca Cognolato) e a lottatori di judo (Judo boy di Luca Blengino, ‘O maé di Garlando).

Sul versante femminile, imperversano la danza classica, che tecnicamente è un’arte performativa e non uno sport (Scuola di danza di Aurora Marsotto e Scarpette rosa di Beatrice Masini), e l’equitazione (la serie Stella Bianca di Mathilde Bonetti, i tanti romanzi firmati dalla cavallerizza Pippa Funnell), ma qua e là compaiono anche titoli dedicati al pattinaggio (le serie Ice magic di Lia Celi e Tre amiche sul ghiaccio, sempre di Bonetti) e più di recente alla pallavolo (Volley star di Luca Azzolini e In punta di dita di Lorenza Bernardi).

Questa ricca produzione editoriale, affidata quasi interamente ad autori e autrici nostrani e votata alla serialità di lungo corso (come i campionati, le storie si ripetono…) rispecchia in larga parte le preferenze di coloro che praticano sport, giovani e adulti. Se siete curiosi, un quadro dettagliato delle discipline più amate e del numero degli atleti per fascia d’età ce lo fornisce il CONI, con il rapporto Lo Sport in Italia del 2014.

Calcio, pallacanestro e pallavolo sono i primi tre sport per numero di atleti praticanti e quindi non stupisce che siano ben rappresentati nei libri per ragazzi. Il tennis, che viene al quarto posto, è stato invece “dimenticato” dalla narrativa: forse perché si tratta di un gioco prevalentemente individuale e non di squadra, più competitivo e per così dire meno “formativo”. Compensa in parte questa mancanza la biografia di Andre Agassi, Open, che oltre ad aver spopolato fra gli adulti può essere proposta con buon successo anche ai lettori adolescenti, stando alla classifica dell’autorevole concorso Xanadu dell’Associazione Hamelin.

Altro grande assente sugli scaffali: il nuoto. I dati del CONI non ne parlano espressamente, ma chiunque ne frequenti una sa che le piscine sono invase da bambini e ragazzi, che i piccoli nuotatori lo vogliano o no!

Nella mia personale classifica di letture a sfondo sportivo, adatte a lettori fra i 10 e i 14 anni, il nuoto rientra a pieno titolo, insieme al calcio, al judo e alle discipline olimpiche praticate da un manipolo di grandi atleti. Si tratta di storie in cui ad emergere sono personaggi non tanto dotati di qualità atletiche straordinarie, anche se gare e competizioni non possono mancare, ma soprattutto di una grande umanità: qui sotto trovate la galleria delle copertine e i link agli articoli.

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Quest’oggi completo la mia top five con un nuovo libro, che si intitola appropriatamente Il numero cinque, ed è anche il romanzo vincitore del Premio Battello a Vapore 2014 delle edizioni Piemme.

Il numero 5, di Gabriele Nanni, illustrazioni di Sarah Mazzetti, Piemme junior 2015, 11€. Per acquistarlo, cliccate qui

Il numero 5, di Gabriele Nanni, illustrazioni di Sarah Mazzetti, Piemme junior 2015, 11€. Per acquistarlo, cliccate qui

Gabriele Nanni, giornalista riminese al suo esordio nella narrativa, ha scelto di raccontare ai ragazzi a partire dai 10 anni una storia di basket nella quale il fulcro non è la competizione sportiva , ma la sfida ad autorità antidemocratiche.

Nanni accoglie la lezione di Luigi Garlando, che con ‘O maé ha raccontato come il judo possa dare una lezione alla camorra, e di Pierdomenico Baccalario, che in Lo spacciatore di fumetti, ambientato nell’Ungheria degli anni ’80, ha portato all’attenzione dei più giovani una pagina buia della recente storia dell’Europa dell’est, coniugando l’impegno ad una scrittura fluida, dialoghi vivaci e un intreccio avvincente ed efficace.

Nella Rimini del 1983 (quanta nostalgia nelle citazioni di programmi televisivi e idoli dell’epoca!), il tredicenne Micky le sta tentando tutte pur di evitare di andare in trasferta con la sua squadra di basket al torneo giovanile di Zara, che cade proprio durante le vacanze di Pasqua. Ma quando Vespi, studente più grande con la fama di essere pericoloso, gli affida un paio di costose scarpe da ginnastica Nike da consegnare al giocatore numero 5 della squadra avversaria Locomotiva Praga, il ragazzino si ritrova costretto a partire.

Insieme ai compagni Rigo e Menghi, l’uno casinista e l’altro studioso, come suole nei terzetti di ragazzi, Micky cerca di capire perché sia tanto importante far giungere il dono a destinazione e soprattutto perché gli adulti che accompagnano il giocatore numero 5 e i suoi compagni siano tanto dispotici e minacciosi.

Sarà importante per i giovani giocatori rendersi conto che in alcuni paesi, come la Cecoslovacchia dell’epoca, le autorità ritengono la libertà di scelta l’anticamera della rivolta e quindi persino decidere cosa indossare per fare giocare a basket può rappresentare per i singoli un coraggioso atto di ribellione.

Accanto alle vicende politiche, Nanni non dimentica mai di affiancare momenti leggeri e movimentati , che ben si addicono al clima di un torneo sportivo scolastico, lasciando ai suoi giovani protagonisti briglia sciolta nell’ideare piani e stratagemmi degni di agenti segreti in erba e dando spazio a numerosi personaggi di contorno, farseschi e amabili. Un mix ben calibrato che si farà amare da lettori di età e preferenze di lettura trasversali, dalla fine della scuola primaria alla secondaria, dai tipi più sportivi ai più “intellettuali”.

Azzeccata anche la veste grafica, con la bella copertina dal raffinato stile geometrico di Sarah Mazzetti a far da contraltare all’imperante gusto euro manga della maggior parte delle illustrazioni dei romanzi di sport per ragazzi.

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One thought on ““Il numero 5” di Gabriele Nanni, Piemme junior

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