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Federico il pazzo e Angelo che vola

A Napoli, due ragazzini che soffrono di differenti solitudini s’incontrano e dalla loro improbabile amicizia nascono nuove possibilità per entrambi e per i loro amici. Un romanzo per ragazzi, premiato, pubblicato e poi sparito dai cataloghi, incontra oggi una nuova casa editrice e un nuovo illustratore, regalandosi una seconda possibilità di incontrare i lettori da 11 anni in su.

 

Federico il pazzo, di Patrizia Rinaldi, illustrazioni di Federico Appel, Sinnos 2014, 11 euro.

Federico il pazzo, di Patrizia Rinaldi, illustrazioni di Federico Appel, Sinnos 2014, 11 euro.

Federico il pazzo è il nuovo titolo della recente, rinnovata edizione per i tipi di Sinnos del romanzo con cui la brava Patrizia Rinaldi vinse nel 2006 il Premio Pippi, sezione inediti, ed esordì nella letteratura per ragazzi.

Mettere a confronto le due pubblicazioni non è più possibile perché la prima, edita dalla casa editrice partenopea L’isola dei ragazzi e intitolata Sono tornato a casa, è ormai fuori commercio. Nessun gioco delle differenze, dunque, se non fra i due titoli, che pongono l’accento su aspetti diversi del romanzo.

“Sono tornato a casa” è un pensiero che racchiude le emozioni più profonde di Angelo, tredicenne che ci racconta in prima persona del suo trasferimento da Verona a Napoli, città natale della madre, inatteso e indesiderato, temuto e osteggiato. Angelo sperimenta tutte le paure e le difficoltà di integrazione tipiche di chi si trova catapultato in una nuova città e in una nuova scuola. Difficoltà acuite dalle differenze linguistiche e culturali che caratterizzano il microcosmo della periferia napoletana, dove si deve sottostare a piccoli, grandi riti di sottomissione verso chi detiene il potere, sia esso un vicino di casa che traffica nell’illecito o il capo di una banda di bulli, che mena ogni nuovo arrivato.

 

Illustrazione di Federico Appel © Sinnos editrice

Illustrazione di Federico Appel © Sinnos editrice

Federico il Pazzo, titolo della nuova edizione del romanzo, è invece il soprannome dell’enigmatico compagno di scuola e dirimpettaio di Angelo, che appare presto al ragazzo come l’unico ad essere stato capace di sovvertire le regole non scritte nei rapporti fra coetanei e fra adulti e ragazzi. Pretendendo di essere Federico II in persona (da cui il nomignolo), nipote del Barbarossa e Imperatore, e comportandosi come tale di fronte agli alti, il mite Francesco (questo il vero nome del ragazzo) risponde alla violenza e all’ignoranza che lo circondano disconoscendole e ritagliandosi un proprio universo, costruito su valori come sapienza e cavalleria e un linguaggio forbito.

Illustrazione di Federico Appel © Sinnos editrice

Illustrazione di Federico Appel © Sinnos editrice

Ma né Federico/Francesco, arroccato nel suo Medio Evo immaginario, né Angelo, che ogni tanto cade in un come vigile che lo porta a volare lontano, librandosi sopra i problemi che non vuole affrontare, sono condannati a restare isolati.

Insieme, e grazie ai consigli di Mimmo, scanzonato Virgilio dal linguaggio colorito, provvidenziale guida fra i pericoli del piccolo inferno di quartiere, e al sostegno di Giusy, volitiva compagna di classe che vuole fare il meccanico ed è capace di reagire di fronte ai pregiudizi contro chi la pensa diversamente dagli altri, riusciranno a passare indenni attraverso la terza media e i grandi cambiamenti della loro età.

Patrizia Rinaldi costruisce un riuscito racconto di formazione, nel quale stempera un fondo amaro impastato di solitudini, incomprensioni fra genitori e figli, azioni violente, con una ricca miscela di episodi in bilico fra tensione e divertimento, dialoghi brillanti, paesaggi che incantano e gesti che generano conforto.

Illustrazione di Federico Appel © Sinnos editrice

Illustrazione di Federico Appel © Sinnos editrice

Le pagine di Federico il pazzo sono intervallate dalle illustrazioni in bianco e nero di Federico Appel, autore in casa Sinnos del recente fumetto Pesi Massimi (qui la mia recensione), che firma anche la bellissima copertina a colori. Maestro nel tratteggiare personaggi esuberanti e grotteschi, l’illustratore compie un ottimo lavoro nel dare vita ai ritratti di personaggi fuori dal comune, così come nel trasformare in beffarde vignette certe espressioni figurate e colorite con cui si esprimo i protagonisti. Si rinnova in questo romanzo il sodalizio iniziato con Rinaldi sulle pagine di Mare Giallo, che vi raccontai qui.

Per chi non conoscesse il lavoro della casa editrice Sinnos, ricordo che anche Federico il pazzo è stampato con la font leggimi!,appositamente studiata per agevolare la lettura.

Immagini e testi sono pubblicati per gentile concessione della casa editrice. Tutti i diritti riservati.
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