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Video games, Editoriale Scienza e Cacciatori di bufale, Sonda

Due manuali per spiegare ai ragazzi trucchi e segreti del mondo digitale (e non solo).

Bambini e ragazzi utilizzano le nuove tecnologie fin da piccoli con estrema naturalezza, sia per giocare che per comunicare o cercare notizie e informazioni. È sempre più importante allora che imparino a conoscere il funzionamento e i retroscena di ciò che accade in rete, perché oltre ciò che scorre sullo schermo c’è molto di più.

I manuali Video games di Davide Morosinotto e Samuele Perseo (Editoriale Scienza) e Cacciatori di bufale, di Fulvia Degl’Innocenti e Chiara Segré (Sonda) forniscono moltissimo spunti e informazioni intorno al mondo dei videogiochi e sulla diffusione di false informazioni on-line. Con la scusa di farli leggere ai ragazzi, consiglio anche agli adulti di sfogliarli e aggiornarsi su due argomenti di grande attualità!

Video games, di Davide Morosinotto e Samuale Perseo, illustrazioni di Marta Baroni, Editoriale scienza 2017, 11,90€

Forse qualcuno non lo sa, ma l’ambito dei videogames è sempre più rilevante nella nostra società: milioni di persone in tutto il mondo, di età molto diverse tra loro, passano ore giocando con il proprio pc, console, tablet o anche solo sullo smartphone. Secondo un’inchiesta dello scorso anno, riportata su Il Sole 24 ore, l’industria dei videogiochi su scala globale vale più di 99 miliardi di dollari… non proprio un gioco da ragazzi!

Davide Morosinotto e Samuele Perseo, i due autori di Video games, manuale che prosegue il filone inaugurato da Editoriale scienza poco più di un anno fa con Cyberbulli al tappeto (ve ne parlai qui), trattano la materia con competenza e serietà, fornendo risposta a molte domande che i videogiocatori più giovani (e i loro genitori) si potrebbero porre, senza sapere dove trovare le risposte. Se la differenza fra i supporti di gioco – pc, console, dispositivi mobili – è un argomento che può interessare soprattutto i lettori meno alfabetizzati sulle nuove tecnologie (bambini, adulti?), la definizione dei generi (sportivi, platform, picchiaduro, sparatutto, open world, giochi di ruolo, avventure grafiche) e la descrizione delle caratteristiche di ognuno aiuta tutti a orientarsi in un ambito estremamente creativo e variegato.

Quando si arriva poi a dover scegliere quale videogioco fare, ecco che entrano in gioco fattori molto più delicati, come l’aspetto economico e la dimensione social, soprattutto on-line. Il libro è molto chiaro e esauriente nell’indicare differenze tra programmi o app “presunti” gratuiti e a pagamento, tracciando una netta distinzione fra legalità e pirateria, soppesando vantaggi e svantaggi di tutte le condizioni di gioco.

Per quanto riguarda la possibilità di entrare a far parte di una comunità di videogiocatori sul web, ecco che le raccomandazioni si moltiplicano. Ma lo scopo non è quello di scoraggiare ragazzi e ragazze, o di terrorizzare i loro genitori, stigmatizzando un ambiente in cui sono inevitabili conflitti e competizioni. Imparando alcuni semplici comportamenti da tenere in rete (e che valgono anche nella vita), come la gentilezza e il rispetto delle regole e degli altri, e allenandosi a riconoscere situazioni che potrebbero diventare spiacevoli o rischiose, tutti possono cimentarsi con una piacevole esperienza di gioco on-line. E sfruttare appieno tutte le opportunità offerte dal gaming: divertirsi, mettersi alla prova, trovare soluzioni creative.

Leggere Video games fa venire voglia di sedersi davanti a una console anche a chi non ci ha mai provato. I testi, freschi e diretti, sono accompagnati dalle illustrazioni stilizzate di Marta Baroni, molto chiare, ironiche e sintetiche. Unica pecca: si allontanano molto dallo stile visivo del mondo videoludico, oggi più che mai consacrato alla grafica 3D, al fotorealismo e visioni sempre più spettacolari. Mi auguro che i lettori da 10 anni in su, appassionati di videogiochi, lo sfoglino con piacere e interesse nonostante sul piano dell’immagine si differenzi molto dal mondo che racconta.

Cacciatori di bufale, di Fulvia Degl’Innocenti e Chiara Segré, Sonda 2017, 14€

Cacciatori di bufale, scritto dall’autrice per ragazzi Fulvia Degl’Innocenti e Chiara Segré, si presenta nella veste grafica come una guida per “adulti”: testo fittamente impaginato, poche immagini in bianco e nero, nel formato tipico dei manuali per genitori e insegnanti delle edizioni Sonda. Peccato, perchè  una confezione più accattivante, oltre all’ammiccante “Sherlock” in copertina, lo avrebbe reso più appetibile per i ragazzi e ragazze a partire da 11/12 anni, ai quali può essere tranquillamente e piacevolmente proposto in lettura.

Ricordo con grande divertimento quanto da ragazzina mi piacesse leggere non solo romanzi fantastici ma anche riviste e “saggi” sui misteri irrisolti della scienza, i fenomeni paranormali e le “leggende” contemporanee. I cerchi nel grano, gli avvistamenti di UFO, il mostro di Loch Ness, per non parlare degli X-Files televisivi, hanno alimentato il mio immaginario per molti anni.

Oggi con internet e le nuove tecnologie la portata di questi misteri si è da un lato ridotta, dall’altro amplificata. In un mondo dove tutti impugnano un telefono con fotocamera non basta più una solo foto, per di più sfocata, a far gridare al mostro o all’alieno. Ma altri inganni e credenze, più infide e sottili, trovano nella rete una cassa di risonanza formidabile.

La prima parte del libro è dedicata alla raccolta di “bufale” storiche, artistiche e geografiche divenute ormai leggendarie. Magari non tutti i ragazzi sanno di che cosa si parla quando si cita l’astronauta di Palenque, oppure cosa capitò durante la trasmissione radiofonica La guerra dei mondi di Orson Welles, né perché Paul McCartney dei Beatles secondo alcuni è morto nel 1966 per poi essere sostituito da un sosia! I lettori avranno di che divertirsi e incuriosirsi, magari facendosi venire voglia di approfondire l’origine e il contesto di queste storie leggendarie… e false.

Nella seconda parte, le autrici si propongono di spiegare ai ragazzi (e agli adulti) come diventare veri e propri “cacciatori di bufale” nella realtà e sul web, utilizzando il ragionamento e compiendo alcuni esperimenti, ispirandosi al metodo scientifico.

Dal controllo delle fonti, specialmente per quanto riguarda immagini e notizie che circolano sui social network, passando per l’allenamento a riconoscere contraffazioni e ritocchi nelle fotografie ponendosi domande che spingono a guardare oltre l’apparenza delle cose, fino alla simulazione di fenomeni “impossibili” come la mummificazione delle uova col pensiero, con Cacciatori di bufale c’è di che stupirsi e divertirsi!

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