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Roald Dahl imprevisto

dahlE così ci siamo quasi: i proverbiali “cento di questi giorni” per Roald Dahl scadono il 13 settembre 2016. Per festeggiare il centesimo compleanno dell’autore britannico, facciamo un salto nella sua patria natale per scoprire film, mostre e spettacoli teatrali.

Quest’estate non potevo certo farmi sfuggire l’opportunità di una gita in terra di Albione, per cogliere l’opportunità di qualche evento in anteprima o in esclusiva legato al centenario della nascita di Roald Dahl.

Non volendo aspettare fino a gennaio 2017, la prima cosa che ho fatto quando sono approdata a Londra è stata andare al cinema a vedere l’attesissimo film The BFG diretto da Steven Spielberg. Prodotto dalla Walt Disney Company, sceneggiato da Melissa Mathison (già autrice di E. T.) e interpretato dal premio Oscar Mark Rylance nel ruolo del titolo, il film è stato preannunciato da un trailer carico di atmosfera e di promesse nella prima parte e fin troppo luccicante nella seconda.

La storia è nota – o lo sarà presto, visto la grande pubblicità intorno a libro e film – ai lettori di Dahl piccoli e grandi: l’orfana Sophie (Sofia in italiano) si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato (alla finestra nell’ora più misteriosa della notte) e si accorge della presenza di un gigante che si aggira furtivamente per le strade della città. L’enorme creatura a sua volta la nota e la rapisce, per mantenere segreta l’esistenza della sua specie. Trasportata nel paese dei giganti, la bambina fa a poco a poco amicizia con il suo rapitore, che si dimostra bizzarramente attratto dagli umani ma anche sensibile. La sua singolare capacità di assemblare sogni e incubi, che soffia di notte nelle camere di uomini, donne e bambini addormentati tornerà utile per scongiurare una volta per tutte la minaccia degli altri giganti, sanguinari, famelici e dediti a scorpacciate di esseri umani.

Per chi si recherà a vedere il film in compagnia di bambini (meglio se dai 5 anni in su), c’è una notizia buona e una cattiva. Prima la cattiva: impossibile pensare che una produzione mainstream come quella targata Spielberg e Disney rinunciasse all’occasione di spettacolarizzare gli elementi fantastici presenti nel romanzo di Dahl, i giganti, il loro mondo e sopratutto il laboratorio fabbrica-sogni del Grande Gigante Gentile. Ed ecco allora la computer graphic prendere il sopravvento su fotografia e scenografia, da sempre molto curate nel cinema spielberghiano. Gli ambienti interni ed esterni soffrono per un eccessivo realismo digitale e mancano sia della sottigliezza graffiante dell’illustrazione che dello spessore della materia via. Stessa sorte spetta ai personaggi fantastici: sotto la “maschera” animata del GGG è possibile scorgere lo sguardo timido e un po’ dolente di Mark Rylance, ma alla sua caratterizzazione sembra mancare la vena più autentica del personaggio originale. Aggiungiamo un ritmo non proprio incalzante in tutta la parte centrale del film, ed ecco servito un simil-cartoon in cui l’avventura avanza in maniera un po’ schematica.

Ma c’è anche una buona notizia: la giovane attrice che interpreta Sophie riesce a trasmettere autentico stupore e simpatia, facendosi subito complici gli spettatori. Inoltre, nella seconda parte del film, la spassosa sortita del gigante e della bambina a Buckingham Palace, seppur condita di qualche effetto sonoro eccessivamente scoppiettante (gli effetti dello “sciroppio” non risparmiano nemmeno i corgie della Regina Elisabetta…), riconduce il fantastico nel reale facendoci percepire tutta la straordinarietà dell’incontro fra umani e giganti.

Sempre a proposito del Grande Gigante Gentile, sempre a Londra fino al 2 ottobre prossimo è possibile vedere la mostra The BFG in pictures presso The House of Illustration, piccolo museo dedicato all’illustrazione aperto dal 2014, fondato da Sir Quentin Blake, l’illustratore che più ha legato il suo segno alle parole di Roald Dahl. Impossibile non riconscerlo: all’esterno trovate anche un enorme vaso di vetro, in puro stile GGG, contenente il sogno dell’artista – saper volare – rigorosamente illustrato.

All’interno, all’opera di Blake è dedicata una galleria permanente in cui vengono esposti a rotazione disegni dal suo enorme archivio, secondo percorsi tematici: in queste settimane in mostra una selezione dedicata al tema della magia, fra cui spiccano alcune deliziose illustrazione a colori ispirate a Le streghe, romanzo horror a firma di Dahl.

In più, per celebrare il compleanno del suo sodale di lunga data una seconda sala del museo è in questi mesi dedicata alla genesi delle illustrazioni de Il GGG. Ecco allora la prima serie di disegni commissionati a Blake dalla casa editrice e che non piacquero a Dahl, alla quale seguì un periodo di confronto fra i due autori (già incontratisi sule pagine di L’enorme coccodrillo e Gli Sporcelli), che segnò l’inizio di una più stretta e amichevole collaborazione.

The BFG_WaterstonesRispetto alle illustrazioni che approdarono poi sulla pagina stampata, la loro prima versione mostra una dozzina di scene disegnate da Blake con uno stile ancora più graffiante e grottesco del solito. Il protagonista è un personaggio dalle orecchie smisurate come padelle e dal corpo allampanato e Sofia una figuretta schizzata al margine della pagina. Ai giganti dalla ghigna deforme e dal corpo irsuto sono dedicate numerose immagini, che ne sottolineano la fisicità sguaiata e ne lasciano intuire la crudeltà. Completano la serie alcuni disegni di piccolo formato, pensati per comparire in apertura di ogni capitolo sotto il titolo.

Ora, se non potete andare a Londra, potete sfogliare questa galleria del Guardian o trovare le illustrazioni, finora inedite, nell’edizione speciale di The BFG messa in vendita da Waterstones, nota catena di librerie anglosassone, che contiene anche una lunga prefazione firmata da Quentin Blake, in cui racconta ulteriori dettagli su come lui e Dahl definirono la caratterizzazione del Grande Gigante Gentile. Compresa la storia del sandalo norvegese indossato dallo stesso scrittore, souvenir della terra dei suoi genitori e nonni, ripreso fedelmente dall’illustratore al posto degli stivali previsti in origine, che facevano sembrare il gigante troppo aggressivo.

Wonderman_edinburghMa l’omaggio a Roald Dahl senz’altro più “imprevisto”  di questo centenario della nascita è lo spettacolo teatrale Wonderman della compagnia gallese Gagglebabble (visto all’Edinburgh Fringe Festival nel mese di agosto, prossimamente in tour nel Regno Unito). Il testo è ispirato ad alcuni dei racconti brevi per adulti più famosi dell’autore, raccolti in Storie impreviste e Storie ancora più impreviste (disponibili anche in Tutti i racconti, Longanesi editore) e resi celebri anche da adattamenti per il piccolo schermo (nelle serie Alfred Hitchcock presenta negli anni Sessanta e Tales of Unexpected negli anni Settanta).

Sono Cosciotto d’agnello, La scommessa, L’affittacamere, A proposito di maiali, le storie macabre di una moglie disperata che uccide il marito con un coscia d’agnello congelata, che poi serve per cena alla polizia, di un uomo costretto a giocarsi il mignolo per provare il funzionamento del suo accendino Zippo a un misterioso uomo senza scrupoli, di un’affittacamere dedita all’imbalsamazione dei suoi ospiti, di un giovane sprovveduto che da fervente vegetariano diventa carne da macello…

A far da cornice a ogni episodio è un altro racconto ancora, questa volta autobiografico: In solitario. Diario di volo, la narrazione degli esordi di Dahl come pilota e del drammatico incidente aereo che gli costò quasi la vita. Nello spettacolo, l’alter ego di Roald Dahl è ricoverato in ospedale con una grave ferita alla testa e una parziale amnesia. La sua coscienza scivola costantemente dalla veglia al sogno, o sarebbe meglio dire all’incubo, dal momento che intorno a lui si materializzano i personaggi grotteschi scaturiti dalle sue fantasie più oscure, che diventeranno poi i protagonisti delle sue storie impreviste.

La brillante drammaturgia è accompagnata da una partitura musicale travolgente, composta di pezzi inediti e cover di canzoni d’epoca, eseguite rigorosamente dal vivo da un cast di attori/musicisti/cantanti affiatatissimo. Godetevi il trailer e le immagini dello spettacolo Wonderman sul sito della compagnia… e poi andatevi subito a rileggere i racconti di Roald Dahl!

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