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“Fai finta che io non ci sia”, Rizzoli e “Come vivo ora”, Feltrinelli di Meg Rosoff

meg rosoffDue romanzi (e un film) per scoprire Meg Rosoff, autrice vincitrice del Astrid Lindgren Memorial Award 2016.

Devo confessare che quando lo scorso aprile mi sono trovata alla Fiera di Bologna ad assistere alla proclamazione del prestigioso Astrid Lindgren Memorial Awardhttp://www.alma.se/en/, il cosiddetto “Nobel della lettura per ragazzi”, sentendo pronunciare il nome di Meg Rosoff mi sono detta: “ecco che mi sono lasciata sfuggire un’altra grande autrice” e anche “ecco che la mia lista di letture estive si allunga ancora”…

Quest’estate mi sono dunque procurata due dei romanzi di Rosoff tradotti in italiano, il più recente Fai finta che io non ci sia, pubblicato nel 2015 da Rizzoli, e il pluripremiato esordio Come vivo ora, edito da Feltrinelli nel 2005 e ristampato nel 2013 nella collana Kids, di cui ho visto anche l’adattamento cinematografico. Dopo queste prime letture sento di avere ancora molto da scoprire su un’autrice che conta sette romanzi all’attivo – di cui solo quattro attualmente disponibili nel nostro paese -, e una voce letteraria peculiare ed emozionante, che vi consiglio vivamente di sperimentare in prima persona, che abbiate 12, 14, 36 o 50 anni.

Fai finta che io non ci siaFai finta che io non ci sia si rivela già a partire dal titolo (ancora più tagliente in inglese: Picture me gone) come un romanzo di assenze e vuoti. Assenza di avvenimenti eclatanti, assenza di comode soluzioni. A riempire ogni pagina è la voce in prima persona di Mila, dodicenne inglese che parte insieme al padre Gil per gli Stati Uniti per andare a trovare Matthew, un amico di gioventù. Solo che l’uomo, invece di aspettarli a braccia aperte, se n’è andato di casa, abbandonando moglie, figlio neonato e cane, senza lasciare – apparentemente – nessuna traccia di sé, ma solo un grande vuoto pieno di domande inespresse.

Mentre Mila e Gil si mettono in viaggio per le strade ghiacciate dello stato di New York alla sua ricerca, la ragazzina cerca di “sintonizzarsi” emotivamente con lo scomparso per comprendere le sue motivazioni, cercando allo stesso tempo di scoprire che cosa si nasconde nei silenzi degli adulti che lo conoscevano, il suo amico, la moglie, la compagna di un tempo e suo figlio: paura che Matthew abbia compiuto un gesto disperato, condanna per gli errori cha ha commesso nel passato, voglia di ritrovarlo oppure no? La candida e sensibile Mila, convinta di conoscere profondamente la natura umana in virtù della sua relativa maturità, si troverà a fronteggiare emozioni inedite, che hanno a che vedere con l’ambiguità dell’età adulta.

La presenza avvolgente di una natura incontaminata, le case-rifugio disseminate lungo la strada, il viaggio che ha come meta non un luogo ma una persona, sono elementi presenti sia in Fai finta che io non ci sia che in Come vivo ora, romanzo lirico e intenso che si rivolge a lettori un po’ più grandi del primo.

Come vivo oraLa storia è raccontata in prima persona da un’altra ragazza, la quindicenne Elizabeth detta Daisy. Trapiantata da New York all’Inghilterra a causa di gravi incomprensioni con il padre e la matrigna, la ragazzina viene accolta nella casa di campagna abitata da una tribù di giovani e giovanissimi cugini, Edmond, Isaac, Piper e Osbert, dal momento che la zia è occupata a dirimere delicate questioni diplomatiche. L’Europa e l’occidente sono infatti sull’orlo di una nuova guerra condotta con mezzi terroristici (il romanzo è del 2004, quando era ancora vivo il ricordo dell’11 settembre, ma lo scenario globale non è oggi purtroppo migliorato).

Lontani dal controllo degli adulti e al sicuro dai pericoli delle metropoli, i ragazzi cominciano a vivere un idillio bucolico e romantico, fra giornate passate a nuotare e pescare nel fiume e notti di allegro bivacco in un fatiscente fienile, durante le quali trova spazio per esprimersi anche la bruciante passione amorosa fra Daisy e Edmond. Accantonato ogni moralismo (i due ragazzi sono cugini, Edmond ha solo quattordici anni), la protagonista dà voce con sincerità alla propria disperata ricerca di vitalità e di un senso di appartenenza, fino a quel momento negatole.

Sarebbe molto più facile raccontare questa storia se si trattasse di un amore casto e perfetto fra Due Ragazzini Soli Contro Il Mondo In Un Momento Così Difficile Della Storia, ma diciamolo pure, sarebbero un mucchio di cazzate.

La verità è che la guerra non ebbe poi tanto a che fare con questa storia, a parte il fatto che mise a disposizione un limbo perfetto in cui due ragazzi troppo giovani e con un legame di parentela troppo stretto potevano cominciare a baciarsi senza che niente e nessuno li costringesse a smettere. Non c’erano genitori, insegnanti, né orari stabiliti. Non c’erano posti in cui andare né cosa da fare che ci ricordassero che cose di quel genere non succedevano nel Mondo Reale. Non c’era più un Mondo Reale.

Quando il conflitto globale varca realmente i confini delle città per riversarsi nella campagna, sotto forma di razionamento di risorse, occupazione militare, atti di guerriglia, la famiglia è costretta a dividersi in modo traumatico. Restare in una sorta di contatto telepatico e ritrovare la strada di casa diventa per i due innamorati Daisy e Edmond e i loro compagni di viaggio una questione di vita o di morte.

A rendere credibile e coerente un racconto che unisce elementi fiabeschi (il rapporto elementale dei ragazzi inglesi con la natura, la comunicazione extrasensoriale fra gli amanti) e crudamente realistici (le privazioni e le violenze della guerra) è la lingua lucida ed evocativa di Meg Rosoff.

Come narratrice, Rosoff entra nella testa delle sue protagoniste femminili (Daisy, ma anche Mila) regalando loro un acume e una sensibilità superiore a quella dei loro coetanei e la capacità di scavare nel profondo dei sentimenti. A differenza degli adulti, le ragazze e i ragazzi di Rosoff non sfuggono di fronte al dolore dell’esistenza, ma lo abbracciano e comprendono con intensità, per ritrovarsi più consapevoli. Dall’altra parte, il gusto dell’esistenza viene percepito anche attraverso i sensi e la natura, che specialmente in Come vivo ora offrono la possibilità di una salvezza e di un conforto.

Come vivo ora filmIl film tratto da Come Vivo Ora e che porta lo stesso titolo, diretto da Kevin Macdonald e distribuito nel 2013, purtroppo sbaglia completamente il tono della narrazione: pur vantando una protagonista intensa e espressiva, Saoirse Ronan, fotografia e scenografie giuste, la pellicola si concentra sulla superficie della storia d’amore, stravolgendo il ruolo di Edmond (da ragazzino selvaggio a maturo fratello maggiore) e mettendo in bocca a Daisy frasi stucchevoli, oltre a trascurare completamente gli altri personaggi della storia, appiattendola.  Peccato, perché offrire ai giovani lettori la possibilità di un confronto fra un buon libro e un buon film è sempre stimolante.

Da pochi giorni è disponibile nelle librerie inglesi Beck, romanzo postumo dello scrittore Mal Peet, che Meg Rosoff ha contribuito a completare dopo la morte dell’amico (come raccontato qui): un altro esempio di letteratura oltre le barriere d’età e di genere. Poco noto in Italia, Peet è l’autore di Il campione, edito nel 2007 da Piemme junior, prossima aggiunta alla mia lista di letture: segno che seguendo il lavoro dei bravi autori la voglia di leggere non passa mai.

Fai finta che io non ci siaTitolo: Fai finta che io non ci sia

Autore: Meg Rosoff, traduzione di Stefania di Mella

Edizione: Rizzoli 2015, 15€

Lo trovate in vendita on-line sul sito della Libreria dei Ragazzi.

 

Come vivo oraTitolo: Come vivo ora

Autore: Meg Rosoff, traduzione di Cristina Volpi

Edizione: Feltrinelli 2013, 13€

Lo trovate in vendita on-line sul sito della Libreria dei Ragazzi.

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