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Io adoro Roald Dahl!

Dahl 100Venerdì primo aprile, proverbiale giorno degli scherzi, in provincia di Bologna si inaugura un anno di festeggiamenti dedicati a uno degli autori più irriverenti e simpaticamente dispettosi di sempre: Roald Dahl.

Che cosa ne pensereste di un gruppo di bambini che decide di rifilare a una scontrosa negoziante di dolciumi un topo morto, nascondendolo in un barattolo di caramelle?

E di una bambina che sostituisce dell’acqua ossigenata alla lozione per capelli del padre, rendendolo irrimediabilmente biondo platino?

Per non parlare di quel ragazzino che somministra alla nonna una medicina contenente di tutto, tranne che medicinali, ottenendo un effetto esplosivo?

Piccole pesti matricolate, direte voi. Piccoli, grandi protagonisti della letteratura per ragazzi, risponderei io. Che abbiate o no riconosciuto nelle citazioni il giovanissimo Roald e i suoi amici dall’autobiografia Boy, la prodigiosa Matilde dall’omonimo romanzo o il George di La magica medicina, non potete negare che le storie di bambini buoni e fortunati non sono altrettanto interessanti di quelle dedicate ai monelli o agli sventurati. E i protagonisti dei libri di Roald Dahl godono di entrambe queste caratteristiche, che li rendono particolarmente cari ai giovani lettori.

Io adoro Roald Dahl non è solo una dichiarazione d’amore incondizionato verso lo scrittore britannico nato nel 1916, ma è anche il titolo dell’incontro di lettura che da più di sei anni svolgo con le classi di scuola primaria e dell’intervento che presenterò in occasione dell’incontro pubblico Roald Dahl: un centenario in biblioteca, a scuola, a teatro, in programma questo pomeriggio alle 18.30 presso la Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno, in cui intervengono Grazia Gotti della Cooperativo Culturale Giannino Stoppani, lo scrittore Paolo Nori e Cira Santoro del Teatro Comunale “Laura Betti”.

Nell’incontro, che inaugura un ricco calendario di iniziative a livello locale e si affianca a quelle in arrivo sul piano nazionale (la campagna social di Salani editore #RoaldDahl100, il convegno Storie ribelli e occhi scintillanti alla Bologna Children’s Book Fair e la tavola rotonda Roald Dahl: le ragioni di un centenario e le letture animate al Weekend dei Giovani Lettori), tenterò di spiegare brevemente tutto quello che l’autore inglese ha da offrire ai bambini lettori, almeno secondo quella che è la mia esperienza di bibliotecaria e promotrice della lettura.

RoaldDahl100

La campagna social di Salani editore

Tutto parte dall’incredibile capacità di Dahl di ritrarre la parte più eversiva e impertinente dell’infanzia. Quell’infanzia capace di trasfigurare la prosaica realtà in un universo zeppo di trasformazioni e trucchi, espedienti e divieti da infrangere. L’infanzia alla quale l’essenza delle cose si rivela nelle sembianze (il re non è solo nudo e sciocco, ma quando è infido è anche brutto). L’infanzia che pretende una conseguenza nefasta per ogni azione cattiva e una ricompensa per quelle buone, non accettando compromessi. Ed è al tempo stesso pronta ad armarsi (di coraggio, di magia) quando si compie l’ingiustizia.

RODAHL-DAHL-Copertina-BOYIl racconto fondativo con il quale conduco i bambini a muovere i primi passi nel mondo dell’autore è sempre quello dedicato al negozio di dolci di Llandaff, cittadina natale di Dahl in Galles, al tremendo scherzo perpetrato ai danni della sua proprietaria e la terribile punizione che ne discende, contenuto in Boy. Racconto d’infanzia.

La storia è nota: Roald e i suoi compagni frequentano con assiduità un negozio di dolci, che per assortimento pare non avere nulla da invidiare a La fabbrica di cioccolato. Nemmeno le raccomandazioni degli adulti – che vogliono far loro credere che a mangiare troppe stringhe di liquerizia si prenda la “rattite”, visto che esse sono fatte di sangue di ratto – riescono a impedire loro di fare una scorpacciata dietro l’altra. Nemmeno la signora Pratchett, proprietaria del negozio ed emblema di scortesia, avarizia e sudiciume, li dissuade dal comprare un dolce dietro l’altro.

E poi, quando un topo morto viene scoperto dai bambini sotto le assi del pavimento della scuola, ecco che la prospettiva di fare uno scherzo crudele alla Pratchett, diventa il momento più alto e più basso dell’intera infanzia di Dahl. Il topo morto viene nascosto in un barattolo di caramelle, la donnaccia lo trova, rischia l’infarto e si vendica chiedendo al preside della scuola dei ragazzi di punire i colpevoli con un’abominevole sessione di bastonate sul sedere. Fine del divertimento e inizio di una nuova pagina della vita di Roald Dahl: il collegio.

Il racconto, per larga parte autobiografico ma rimaneggiato fino a diventare una grande pagina di letteratura per l’infanzia, si compone di tanti tasselli che ricorrono in tutta l’opera dell’autore.

C’è l’incontro con un’umanità adulta che sa essere brutta, sporca, cattiva e ingiusta, anche quando dovrebbe essere un accogliente riferimento: la signora Pratchett è terribile come Gli Sporcelli, come le crudeli zie in James e la pesca gigante, la nonna di La magica medicina, i fattori ingordi di Furbo, il signor volpe, persino come Le streghe che si nascondono sotto le mentite spoglie di caritatevoli dame della buona società, in procinto di comperare negozi di dolci con cui avvelenare tutti i bambini d’Inghilterra. Per non parlare del preside Coombs, l’eco del cui bastone risuonerà nel frustino della preside Spezzindue in Matilde. Rintracciare le affinità – anche quando negative – fra personaggi di libri diversi è un gioco che dà grande soddisfazione ai bambini lettori.

Così come ritrovare nei ricordi di Roald Dahl bambino la stessa brama di dolciumi e ghiottoneria che ha fatto di La fabbrica di cioccolato quell’incredibile successo di pubblico che è da oltre cinquant’anni. Una golosità, che accomuna i bambini e i personaggi, che sfida anche il pericolo: sono disposti a rischiare tutto il Signor Volpe, Gli Sporcelli e Il coccodrillo enorme, chi nel bene, chi nel male, pur di mettere sotto i denti il proprio cibo preferito… a cui Dahl dedica anche un divertentissimo libro di ricette!

A far da contraltare alla dolcezza e al conforto di una pancia piena nelle storie di Dahl non manca mai un pizzico di raccapriccio, sotto forma di dettagli grotteschi o rivoltanti, come il topo morto e la liquerizia impastata con purè di ratti di Boy, le sanguinarie abitudini alimentari dei giganti di Il GGG e le mortifere pozioni de Le Streghe! Ma per dirla tutta, le storie per bambini di Roald Dahl non hanno il primato dell’orrore: già le fiabe classiche ci hanno insegnato che la morte e la sua anticamera, la metamorfosi da bambini vittime in qualcos’altro, fanno parte del percorso. E l’autore inglese lo sa bene, e chiude il cerchio rinarrando in versi e a suo modo le classiche storie di Cappuccetto Rosso, I Tre Porcellini, Cenerentola e compagnia, infarcendole di nuove svolte impreviste e crudeli (in Versi perversi).

The GremlinsSe a questo punto i bambini non sono ancora conquistati – ma loro di solito lo sono, e voi? – la biografia di Roald Dahl consente altri appigli per solleticare la curiosità verso un autore che è tutto tranne che confortante e paternalista, ma piuttosto anticonformista e ribelle. Dagli antenati giganti norvegesi (forse…), alla carriera come pilota di aerei militari (che gli è costata un brutto incidente ma anche la conoscenza con I Gremlins, creaturine dispettose che incuriosirono anche Walt Disney), fino al ruolo di spia negli Stati Uniti al servizio della Corona d’Inghilterra (come 007, di cui ha sceneggiato anche un famoso film)…tutto il resto, ossia il successo come scrittore per ragazzi, sono storia e storie!

Insomma, se anche voi, come me, non ne avete mai abbastanza di raccontare e farvi raccontare storie di Roald Dahl, state certi che questo 2016 sarà un anno pieno di sorprese e soddisfazioni!

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