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“Drama”, di Raina Telgemeier e “3000 façons de dire je t’aime”, di Marie-Aude Murail

 

Buoni propositi 1Se imparare o perfezionare una lingua straniera è fra i vostri buoni propositi per l’anno nuovo – così come fra i miei e quelli di moltissime altre persone (stando almeno a certi sondaggi) – leggere libri in lingua originale è l’attività che fa per voi!

Quando ho cominciato a pensare ai buoni propositi di GiGi per il 2015, l’idea di leggere più libri per ragazzi in lingua originale è balzata subito in testa alla classifica dei miei impegni per il futuro.

Sono ben tre le ragioni, che si aggiungono all’obiettivo principale: innanzitutto, se leggo un libro che ho scelto e mi interessa, piuttosto che compilare un esercizi ario o cimentarmi con un corso, è più difficile che lo abbandoni a metà… e magari un po’ di lingua la assimilo! In secondo luogo, leggere romanzi e racconti pensati per lettori giovani non sarà intenso come affrontare un autore premio Pulitzer, ma è di sicuro meno ostico e più incoraggiante. Ultimo ma non ultimo motivo: in lingua originale posso leggere in anteprima, se non in esclusiva, libri molto interessanti non ancora affacciatisi sul mercato italiano.

Detto fatto: complice lo scambio di regali, mi sono subito procurata una coppia di letture nelle mie lingue predilette, francese e inglese!

Diversi elementi accomunano i due libri che ho scelto: sono entrambi di autrici donne, delle quali ho scritto con entusiasmo su queste pagine nell’ultimo anno, si rivolgono a preadolescenti e adolescenti, parlano di teatro e sono inediti in Italia. E forse tali rimarranno, visto il tema centrale.

Ho infatti l’impressione che nel nostro paese il teatro non sia così popolare e praticato fra i giovani come lo è invece all’estero. I laboratori scolastici ed extra sono sotto finanziati, le sedi non sono attrezzate nella giusta maniera e le giovani compagnie non professionistiche vivono in un limbo. Pertanto trovo difficile immaginare un editore che scommetta sulla traduzione di un testo in cui ci sono molteplici riferimenti ad ambito poco familiare ai lettori. Eppure spero di sbagliarmi, perché entrambi i libri valgono davvero la pena e il dietro le quinte di uno spettacolo ha sempre un grande fascino!

Negli Stati Uniti le produzioni teatrali scolastiche sono una cosa seria e Drama di Raina Telgemeier racconta i retroscena spettacolari e sentimentali della produzione del musical (immaginario) Moon Over Mississippi alla scuola media Eucalyptus. 3000 façons de dire je t’aime di Marie-Aude Murail mette in scena un triangolo artistico e amoroso formato da una giovane attrice e due aspiranti attori, alle prese con la preparazione del concorso per accedere al prestigioso Conservatoire de Paris: destini e sentimenti si intrecciano ai versi di Molière, de Musset, Corneille.

Fumetto il primo, romanzo di formazione il secondo, parlano entrambi di una passione che infiamma gli animi, fa crescere e arricchisce, non importa che si trasformi o meno in professione.

Drama, di Raina Telgemeier, Scholastic, 2012.

Drama, di Raina Telgemeier, Scholastic, 2012.

Drama è il graphic novel che Raina Telgemeier ha pubblicato dopo il grande successo di Smile, il delizioso racconto autobiografico delle sue disavventure ortodontiche (edito da Il castoro, ne ho parlato qui). Anche questo nuovo fumetto nasce da un’esperienza reale dell’autrice, ossia quella di membro del coro nell’allestimento di celebri musical, prodotti durante le scuole superiori.

Diversamente da Raina, la protagonista del libro Callie non è una cantante, bensì una scenografa. Reclutata insieme ad una variegata schiera di coetanei per far parte della compagnia diretta dal professor Madera, durante quattordici, intense settimane di prove la ragazzina fa amicizia con una coppia di gemelli, entrambi cantanti dotatissimi. Justin, estroverso e istrionico, si lancia senza indugi sulla scena ma nasconde un grande segreto: è gay. Jesse, timido e riflessivo, rifugge la luce dei riflettori ma sembra apprezzare la compagnia di Callie dietro le quinte. Mentre è alle prese con la realizzazione di un grandioso effetto speciale, Callie deve anche decidere come comportarsi con Greg, il ragazzo che le piace e che però frequenta Bonnie, primattrice di Moon Over Mississippi.

Al di là del divertente e delicato intreccio sentimentale, adattissimo per catturare i lettori da 12 anni in su, la forza di Drama è la rappresentazione di un gruppo affiatato e determinato a realizzare un compito all’apparenza fuori portata: creare un intero spettacolo musicale dal vivo tutto da soli. Che sia più o meno realistico, il ritratto di questa appassionante impresa scolastica, durante la quale ragazzi e ragazze imparano fare i carpentieri, i sarti, i pittori, non solo a danzare, cantare e apprezzare l’arte drammatica, genera un po’ di invidia per le molteplici possibilità creative che il teatro offrirebbe ai più giovani, se solo fosse praticato nel giusto modo.

Dal punto di vista stilistico, Drama è un fumetto scritto e disegnato in maniera brillante, scorrevole e accattivante. I dialoghi in lingua originale sono conditi da espressioni colloquiali, ma per un lettore mediamente allenato con l’inglese, giovane o adulto, non presentano insormontabili difficoltà: l’espressività dei personaggi e la chiarezza del tratto di Telgemeier ne facilitano ulteriormente la comprensione. Perché non provare a leggerlo con i ragazzi a lezione di lingua straniera?

3000 façons de dire je t'aime, di Marie-Aude Murail, l'école des loisirs 2013, 16€.

3000 façons de dire je t’aime, di Marie-Aude Murail, l’école des loisirs 2013, 16€.

3000 façons de dire je t’aime è un bellissimo romanzo di formazione, appassionato e romantico, condito di ironia e con un plot incalzante. Destinato ad un pubblico madrelingua dai quattordici anni in su, è di conseguenza adatto a lettori italiani con una buona confidenza con la lingua francese e voglia di cimentarsi con un consistente numero di pagine, condite di dialoghi, monologhi e scene madri.

Già in un precedente romanzo del 2008, Miss Charity (la traduzione italiana per i tipi di Giunti è assai più recente: ve ne ho parlato qui), la scrittrice Marie-Aude Murail ci aveva regalato il ritratto di un giovane aspirante attore, irresistibile e affascinante. In 3000 façons de dire je t’aime, pubblicato in Francia nel 2013, ce ne presenta addirittura tre.

Chloé è la ragazzina studiosa e assennata, il cui fervore aspetta solo di potersi esprimere attraverso le parole e le pose di eroine romantiche. Bastien è il buffone nato, quello che fa ridere tutti, con l’istinto per l’improvvisazione ma incapace di applicarsi allo studio di una sola riga di testo. Neville è bello e malinconico, non ha mai conosciuto il padre e recitare potrebbe essere per lui l’unico modo di sfuggire ad un’esistenza altrimenti marginale. Conosciutisi alla scuola media, i tre ragazzi si rincontrano qualche anno dopo nelle polverose aule del Conservatorio di musica e arte drammatica di Orléans e finiscono per essere istintivamente attratti gli uni dagli altri.

Oltre gli schemi dell’amicizia e dell’attrazione fisica, il trio si consolida sulla scena e fuori di essa, grazie ad una perfetta alchimia fra caratteri e inclinazioni, cristallini ma allo stesso tempo non ancora cristallizzati, come accade soltanto durante l’adolescenza. I personaggi delle commedie e delle tragedie che essi devono impersonare offrono loro le parole e i gesti per conoscersi, corteggiarsi e fare da spalla gli uni agli altri di fronte al pubblico e nei momenti difficili.

Sotto la guida attenta del professor Jeanson, la passione per la recitazione, vista come un vezzo o un capriccio dalle rispettive famiglie, potrebbe trasformarsi per Chloé, Bastien e Neville in un’opportunità di successo. Difficile però credere che la sorte concederà loro di restare uniti e essere tutti ammessi all’esclusivo Conservatorio di Parigi. A chi sarà concessa questa occasione?

Come in molti romanzi di Marie-Aude Murail, il destino dei personaggi corre sul filo delle pagine con leggerezza e precisa misura: i baci rubati, le lacrime versate, le battute pronunciate, fanno tutte parte di una commedia “giocata” da un narratore esperto.

Giocata, sì: perché in francese come in inglese in teatro non si recita, si gioca. E così fa l’autrice con i personaggi e i suoi lettori, confondendoli con passaggi dalla terza alla prima persona, dal tempo passato al tempo presente della narrazione, creando aspettative attraverso l’anticipazione, lasciando sfumare in una dissolvenza i momenti più intimi. Del resto Murail è una scrittrice più che abile, che sa condurre con originalità storie dall’impianto classico come questa e farsi leggere con estrema soddisfazione. E per tutti coloro che non masticano il francese, speriamo presto anche in italiano!

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