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Vacanze da monelli

Trille, Lena, Pico, AnaAna, Beniamino e Manolito sono i nomi dei vostri nuovi amici di quest’estate. Di quelli che combinano guai, ma divertentissimi. Non mi credete? Leggete le loro  spassose avventure e da quel momento in poi li vorrete sempre al vostro fianco!

I personaggi che vi presento oggi hanno tre cose in comune: sono usciti dalla penna di autori europei, le loro storie hanno dato vita a serie di libri, fumetti e televisive e sono tutti dei “monelli” patentati, vivaci e impertinenti.

Cuori di waffel, di Maria Parr, illustrazioni di Bo Gaustad, traduzione di Alice Tonzig, Beisler 2014, 13€

Cuori di waffel, di Maria Parr, illustrazioni di Bo Gaustad, traduzione di Alice Tonzig, Beisler 2014, 13€

Visto che in’estate è bello viaggiare, cominciamo dal nord e rechiamoci in Norvegia a conoscere Trille e Lena, coppia di inseparabili amici nati dalla penna della giovane Maria Parr e a detta di molti degni eredi di Pippi Calzelunghe.

Il paesaggio nordico, con le case immerse nel verde e la grande libertà di movimento accordata ai bambini è lo stesso. Il tono scanzonato e la scansione per episodi, tutti raccontati in prima persona da Trille, il più assennato della coppia, anche. Ma se Pippi amava cucinarsi da sola le frittelle, i due bambini prediligono le croccanti cialde ricoperte di zucchero che danno il titolo al romanzo che raccoglie le loro avventure insieme, Cuori di waffel.

Trille e Lena non sono nemmeno orfani come Pippi, bensì circondati da genitori affettuosi, nonni, zie, fratelli e sorelle maggiori e minori, ai quali non mancano di complicare…. ehm, arricchire la vita, inventandosi trovate sempre più originali. Nel racconto rocambolesco di un anno trascorso insieme, non mancano i momenti più intimi, come la separazione dei due amici, la scomparsa di una zia molto amata, l’assenza di un papà che rattrista Lena. Ma il racconto si mantiene sempre lieve, toccante e al tempo stesso spensierato.

Bella quest’ennesima scoperta narrativa, consigliata a lettori da 8 anni in su, dell’editore Beisler. In patria ne hanno tratto una serie televisiva che ha lo stesso titolo del libro, Vaffelhjarte: su Youtube potete vederne alcuni episodi in lingua originale.

Ecco Manolito, di Elvira Lindo, illustrazioni di Emilio Urberuaga, traduzione di Luisa Mattia, Lapis 2014, 12€

Ecco Manolito, di Elvira Lindo, illustrazioni di Emilio Urberuaga, traduzione di Luisa Mattia, Lapis 2014, 12€

Vive invece a Madrid, circondato da famiglia e amici, il protagonista di Ecco Manolito: Manolo Garcia Moreno detto Manolito Quattrocchi, per via dei fondi di bottiglia che è costretto a indossare. Ma non vi preoccupate se pensate che il soprannome lo rattristi: alla scuola elementare di Carabanchel, il suo quartiere, se hai un soprannome, anche se ridicolo, i più grandi non perdono più tempo a insultarti e dimostri di essere uno che conta!

L’esilarante logica che dirige la vita e le avventure quotidiane di Manolito è tutta qui, nello scarto fra le regole della buona educazione presidiate dagli adulti, e quelle del gioco infantile, secondo le quali tutto è permesso. Ne nasce una sequenza di episodi che prendono il via da esperienze in cui molti bambini in età scolare possono riconoscersi – andare in gita, invitare la propria fidanzatina a guardare i cartoni animati, andare a fare spese con il nonno, partecipare ad una recita scolastica -, per poi trasformarsi in eventi spassosissimi, quando non catastrofici, grazie allo stravagante modo di pensare e di raccontare del protagonista.

Manolito Quattrocchi è una creatura della scrittrice e giornalista spagnola Elvira Lindo (qui il suo blog di attualità), che gli ha dedicato finora otto libri; il primo, Ecco Manolito, ha appena compiuto vent’anni senza aver perso nemmeno un grammo della sua freschezza.

Dopo una prima pubblicazioni per la casa editrice Mondadori negli anni Duemila, le avventure del monello di Spagna sono oggi ripubblicate da Lapis in una nuova edizione che si avvale della brillante traduzione di Luisa Mattia e delle illustrazioni originali di Emilio Urberuaga, per la gioia di tutti i giovani lettori a partire da 8 anni in su, che non dovrebbero lasciarselo sfuggire durante queste vacanze!

A Manolito è anche dedicato un nuovissimo blog dove si possono trovare maggiori informazioni sul personaggio e il suo mondo, nonché alcuni interessanti interventi della traduttrice, alle prese con l’irriverente linguaggio del protagonista.

Pico Bogue_Donzelli

Pico Bogue – Io e la vita, di Dominique Roques, disegni di Alexis Dormal, traduzione di Maria Vidale, Donzelli editore 2013, 15€

A proposito di bambini irriverenti, vengono dalla Francia i due fratellini pestiferi usciti dalla penna di Dominique Roques e dalla matita di Alexis Dormal. In Pico Bogue – Io e la vita, prima raccolta delle loro strisce umoristiche a fumetti, edita in Italia da Donzelli editore, farete la conoscenza di Pico e della sua sorellina Ana Ana… e vi assicuro che non li scorderete più!

Entrambi dotati di una zazzera di capelli ribelli e di un lingua lunghissima, i due bambini imperversano nelle conversazioni di famiglia e fra coetanei ribaltando i luoghi comuni e le ipocrisie dei grandi con arguzia e caustica ingenuità, dimostrandosi degni eredi di Mafalda e dei Peanuts.  Spero che vengano pubblicate anche le successive raccolte di strisce, perché era tanto tempo che non ridevo così di gusto!

I fumetti di Pico Bogue sono godibili per i lettori da 9/10 anni in su, che potranno coglierne l’ironia meglio dei più piccoli, ma anche per gli adulti. Oltre alle battute fulminee e fulminanti, anche il tratto morbido e spiritoso di Alexis Dormal contribuisce a rendere questo fumetto irresistibile. Leggete qualche striscia per credere:

Pico Bogue_Lezione di scienzePico Bogue_GiocattoloPico Bogue_Bambola

Rimaniamo sempre in Francia per conoscere l’ultimo personaggio di questa galleria di scanzonati monelli, pronti a tenere compagnia ai lettori amanti dell’umorismo in questa seconda metà d’estate.

Giancretino e io_Biancoenero

Giancretino e io, di Vincent Cuvellier, illustrazioni di Aurélie Grand, traduzione di Flavio Sorrentino, Biancoenero edizioni 2014, 8€

Quasi un alterego del suo autore, Vincent Cuvellier (qui il suo blog in francese), Beniamino / Benjamin è il caustico protagonista di una serie di romanzi brevi dal sapore tenero e ironico, tutti pubblicati in Italia da Biancoenero edizioni nella collana ad alta leggibilità Zoom, con caratteri e impaginazione adatti anche ai lettori dislessici e con difficoltà di lettura.

I titoli della serie sono La settima onda, Mamma e papà oggi sposi, Scappiamo! e infine l’ultimo arrivato, Giancretino e io.  Nessun problema a leggere i libri indipendentemente l’uno dall’altro, visto che raccontano episodi autoconclusivi. Di libro in libro Beniamino si presenta sempre come un ragazzino dal carattere un pochino impertinente, che, alle prese con situazioni fuori dall’ordinario, è però capace di rivelare anche i lati più sensibili della sua personalità… a parte nell’ultima avventura tutta virata sul grottesco, Giancretino e io, dove Beniamino è alle prese con un compagno di classe sciocco e invadente.

Quando Gianfelice Monton viene malauguratamente invitato a passare la notte a casa di Beniamino, mentre le madri andranno ad un concerto di musica sdolcinata, il ragazzino presagisce che si tratterà di una serata disastrosa. Viziato e capriccioso, Giancretino (così è stato ribattezzato) metterà a dura prova la pazienza del proprio amichetto, fino ad un finale stravagante e assai poco conciliante, che ben rappresenta lo stile spesso graffiante di Cuvellier.

Il sarcasmo dell’autore rende la lettura più apprezzabile da un pubblico di lettori non piccolissimi, da 9 anni in su, nonostante il linguaggio e il formato del testo siano largamente accessibili. Cartoonesche e spiritose le illustrazioni in bianco e nero di Aurélie Grand.

Buone letture… e non combinate troppi disastri come i vostri beniamini!

Immagini e testi sono pubblicati per gentile concessione dell’editore. Tutti i diritti riservati.
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5 thoughts on “Vacanze da monelli

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  2. Pingback: “Tonja Valdiluce” di Maria Parr, Beisler e “Flora e Ulisse” di Kate DiCamillo, Il Castoro | GiGi Il Giornale dei Giovani Lettori

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