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Jane, Virginia, la volpe e il lupo

Jane come Jane Eyre, Virginia come Virginia Woolf. Quest’oggi parliamo di libri, di sogni, di malinconia e paesaggi incantati, dell’immenso potere dell’immaginazione e delle delicate matite di una straordinaria illustratrice.

Ci sono libri che fanno innamorare a prima vista per i mille echi che ci fanno risuonare dentro. Per me Virginia Woolf, prima ancora della superba scrittrice, sarà sempre colei della quale mia mamma ha scelto di darmi il nome. Jane Eyre sarà sempre l’eroina conosciuta e amata grazie a mia sorella e che avrei voluto incontrare nell’adolescenza. Quando ci sono affetti personali che ci legano ai personaggi e agli autori dei libri, ecco che la lettura si illumina di sentimenti profondi. Sono contenta di condividere su queste pagine le emozioni che mi hanno suscitato due meravigliosi volumi incontrati negli ultimi mesi.

Immaginate di rifugiarvi dove nessuno vi possa disturbare. Sapete di essere soli, volete essere soli, come una goccia di pioggia in mezzo a una moltitudine. Se fuori piove, non avete bisogno di essere spensierati, ma potete indugiare nella lettura. Prendete in mano Virginia Wolf – La bambina con il lupo dentro, oppure Jane, la volpe & io: due libri che, seppur diversi per linguaggio narrativo e destinatari, hanno in comune i disegni di Isabelle Arsenault e un sapore meta-letterario squisitamente britannico, nonostante le autrici siano canadesi. Lasciatevi allora andare a racconti che evocano un clima piovoso dal quale fioriscono meravigliosi giardini, mentre dalle pagine intessute di poesia sbocciano incanti di parole e disegni…

Virginia Wolf - La bambina con il lupo dentro, di Kyo Maclear, iluustrazioni di Isabelle Arsenault, traduzione di Beatrice Masini, Rizzoli 2014, 13 euro.

Virginia Wolf – La bambina con il lupo dentro, di Kyo Maclear, iluustrazioni di Isabelle Arsenault, traduzione di Beatrice Masini, Rizzoli 2014, 13 euro.

Virginia Wolf – La bambina con il lupo dentro è un bellissimo albo illustrato edito da Rizzoli che racconta un momento immaginario dell’infanzia della scrittrice Virginia Woolf, narrata attraverso le parole di sua sorella Vanessa Bell.

I lettori adulti sanno che una profonda sensibilità e complesse vicende familiari fecero molto soffrire la scrittrice e colgono gli stessi sintomi nella bambina protagonista. I bambini riconoscono invece una loro coetanea che un giorno si sveglia “con un lupo dentro”. In inglese viene detto che Virginia si sente “wolfish”, lupesca: scontrosa, malinconica, aggressiva. Quando capita di sentirsi così, si finisce purtroppo per allontanare gli amici e coloro che ci vogliono stare accanto.

Illustrazione da Virginia Wolf - © Isabelle Arsenault

Illustrazione da Virginia Wolf – © Isabelle Arsenault

Illustrazione da Virginia Wolf - © Isabelle Arsenault

Illustrazione da Virginia Wolf – © Isabelle Arsenault

Vanessa non si fa spaventare dal lupo che sua sorella Virginia è diventata, non si arrende al suo malumore: usando fantasia, creatività e la propria abilità con i pennelli (non per nulla nella vita vera sarà pittrice) inventa un mondo di sogni, fiori e canditi dove sentirsi meglio, ribattezzato Bloomsberry, da “bloom”, “fiorire”. Bloomsberry un giorno si trasformerà in Bloomsbury, il quartiere che dà il nome al circolo artistico del quale farà parte Virginia, ma questo ai bambini non interessa molto. I boccioli di caramelle, i frutti che squittiscono, i petali volanti, gli uccellini turchesi fatti con la carta colorata, i cespugli a forma di elefante… questo sì!

Illustrazione da Virginia Wolf - © Isabelle Arsenault

Illustrazione da Virginia Wolf – © Isabelle Arsenault

Con leggerezza e al contempo grande intensità, la scrittrice Kyo Maclear (potete leggere qui una sua interessante intervista in inglese) narra una storia di amore e amicizia intessuta di parole semplici ma accostate con raffinatezza. Il racconto ha dunque il pregio di poter essere letto insieme a bambini a partire dai 4/5 anni, che ne coglieranno gli spunti fiabeschi (la bambina lupo, il mondo incantato), sia con i più grandi, che ne comprenderanno maggiormente le sfumature sentimentali.

Le illustrazioni di Isabelle Arsenault sono meravigliose. Le figure e gli ambienti, resi inizialmente in punta di matita e con piccoli tocchi di colori primari, si trasformano in silhouette in negativo, mano a mano che Virginia e tutto ciò che la circonda sprofondano nella malinconia, che non lascia filtrare alcuna luce né allegria. In questo modo l’esplosione di campiture colorate, decori, piante e animali della seconda parte è ancora più entusiasmante ed emozionante, come il sorriso finale delle due sorelline.

Illustrazione da Virginia Wolf - © Isabelle Arsenault

Illustrazione da Virginia Wolf – © Isabelle Arsenault

I lettori possono ritrovare le stesse suggestioni narrative e stilistiche – l’accostamento di vignette in bianco e nero e tavole sprizzanti di colore, il desiderio di fuga dalla realtà – in un altro libro firmato da Isabelle Arsenault insieme a Fanny Britt, che ne ha scritto la sceneggiatura. Si tratta del graphic novel Jane, la volpe & io, edito da Mondadori e di recente candidato al Premio Andersen come miglior libro a fumetti dell’anno.

Jane, la volpe & io, di Isabelle Arsenault e Fanny Britt, traduzione di Michele Foschini, Mondadori 2014, 16 euro.

Jane, la volpe & io, di Isabelle Arsenault e Fanny Britt, traduzione di Michele Foschini, Mondadori 2014, 16 euro.

Indirizzato ai lettori sopra i 10 anni, e in prevalenza ai pre-adolescenti, Jane, la volpe & io narra una storia semplice e toccante, che sfiora il tema del bullismo.

Helene percorre sempre da sola il tragitto da casa a scuola. Adora i vestiti di crinoline, ma li sfoggia solo in camera propria. Davanti allo specchio di un camerino di prova, si immagina come una salsiccia in costume da bagno, da quando a scuola qualcuno ha scritto sui muri dei bagni “Helene pesa cento chili”. Helene non pesa cento chili, ma porta su di sé tutto il peso delle malignità dispensate dalle amiche che l’hanno messa da parte.

Tavola tratta da Jane, le renard & moi - © Isabelle Arsenault

Tavola tratta da Jane, le renard & moi – © Isabelle Arsenault

Vignetta dopo vignetta, le giornate di Helene trascorrono fra malinconia e affetti familiari, come capita a molti ragazzi e  ragazze della sua età.

Per la ragazzina l’unica via di fuga dai pensieri che la torturano è la lettura di Jane Eyre, romanzo cupo e affascinante, che nella sua immaginazione e sulla pagina si colora di tinte brillanti, in contrasto con il grigiore in cui sfuma la vita quotidiana. Jane Eyre soffre, ma si impone nel cuore della sua lettrice e degli altri personaggi del romanzo per la sua schiettezza, intelligenza e tenacia.

Leggere è un’attività solitaria, ma può diventare il mezzo per fare entrare la bellezza e l’imprevisto nella propria vita, proprio quando tutto sembra perduto. Occorre imparare dai libri a non tirarsi indietro al cospetto di ciò che ci appare minaccioso. Come fa Jane Eyre di fronte al brutale fascino del signor Rochester. E come fa Helene di fronte ad una volpe sbucata dal profondo del bosco, durante una disastrosa gita scolastica in campeggio, e di fronte ad una nuova possibile amica.

Tavola tratta da Jane, le renard & moi - © Isabelle Arsenault

Tavola tratta da Jane, le renard & moi – © Isabelle Arsenault

Con grande abilità e sensibilità, Fanny Britt e Isabelle Arsenault hanno creato insieme un racconto per immagini sentimentale e coinvolgente, a cui non manca un pizzico di ironia. Il suo ritmo tenero e sospirato è creato dall’alternanza fra sequenze di vignette e ampie vedute, così come dal passaggio dal grigio della matita, con cui sono tracciati personaggi e ambienti, alle pennellate di colore. Un capolavoro da leggere, rileggere, sfogliare, per ritrovare dettagli minuti, espressioni autentiche, germogli di bellezza.

© Isabelle Arsenault

© Isabelle Arsenault

Immagini e testi delle edizioni italiane sono pubblicate per gentile concessione degli editori. Immagini e testi delle edizioni originali sono tratti dal sito di Isabelle Arsenault e sono pubblicati per gentile concessione dell’autrice. Tutti i diritti riservati.
Merci beaucoup à Isabelle Arsenault de m’avoir permis de publier ses images.
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