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Sasso Carta Forbice Acqua

“Che l’acqua sia davvero un bene di tutti”: nel mese dei sogni (materiali) realizzati e dei regali più ambiti, non dimentichiamoci di desiderare per noi e per gli altri ciò che è davvero vitale. Un libro illustrato e lo spettacolo  tratto da esso ci regalano la possibilità di parlare dell’importanza dell’acqua pubblica attraverso il linguaggio simbolico di una fiaba moderna.

L'acqua e il mistero di Maripura, di Chiara Carminati, illustrazioni di Pia Valentinis, Fatatrac 2013, 16,90 euro.

L’acqua e il mistero di Maripura, di Chiara Carminati, illustrazioni di Pia Valentinis, Fatatrac 2013, 16,90 euro.

L’acqua e il mistero di Maripura è un bellissimo albo scritto da Chiara Carminati, poetessa e narratrice, e illustrato da Pia Valentinis, che per questo lavoro è stata candidata all’edizione 2013 della Biennale di Illustrazione di Bratislava.

Edito per la prima volta da Fatatrac nel 2006 in un piccolo formato, è tornato in libreria quest’anno in una nuova veste completamente rinnovata, con illustrazioni a colori di grandi dimensioni.

Le  calde immagini blu e ocra, impreziosite da trame geometriche che ricordano i tessuti mediorientali, ci trasportano in un luogo senza tempo, la città di Maripura, dove la vita scorre scandita dai ritmi della natura e dai capricci degli spiriti elementali. La storia inizia al chiaro di luna, con un uomo misterioso che ruba l’acqua della fonte miracolosa che da anni disseta l’intera città, un tempo arida.

L'acqua e il mistero di Maripura_interno

Al tempo in cui gli abitanti raccoglievano avidamente ogni goccia di pioggia per dare da bere a piante e animali e nutrire se stessi, la piccola Samina incontrò Yaku, lo spirito delle acque, giocò a morra cinese con lui e ottenne che una fonte fresca stillasse fra le rocce  ai margini del villaggio. L’unica condizione da rispettare sarebbe stata di approvvigionarsi d’acqua di giorno e mai di notte, per non turbare il sonno dello spirito, nei cui sogni l’acqua riposa. La pena per i trasgressori? Perdere per sempre la cosa più importante che avessero toccato.

L’avido Beliano decide di sfidare la maledizione e di arricchirsi, sottraendo l’acqua dalla fonte e rivendendola ai suoi cittadini. Ma naturalmente non sono le pecore, o l’oro, a finire perduti al solo tocco della sua mano, ma qualcosa di ben più prezioso…

Come insegna Re Mida, nella fiabe l’avidità ottiene sempre la punizione che si merita, prima che la giustizia e l’ordine possano essere ristabilite.

L'acqua e il mistero di Maripura_interno 2

Ogni parola di questo racconto, essenziale e poetico, semplice e profondo, freme per essere letta ad alta voce ed incontrare le orecchie di ascoltatori da 5 a 99 anni. Gli adulti che cercano un modo per parlare con i propri bambini, i propri alunni, i propri amici, del valore dell’acqua come bene comune, potranno trovare nelle parole di Chiara Carminati una chiarezza che travalica tanti slogan e che ricorda a ciascuno di noi come si possono trasmettere principi fondamentali sollecitando l’immaginazione.

Le parole di L’acqua e il mistero di Maripura fremevano così tanto per essere dette ad alta voce, che si sono trasformate in uno spettacolo teatrale dallo stesso titolo del libro, prodotto da Fondazione Aida e CSS Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, per la regia di Nicoletta Vicentini.

Lo spettacolo è andato in scena domenica 1 dicembre presso Teatro Antoniano di Bologna, nell’ambito della rassegna Teatro Ragazzi all’Antoniano e in Montagnola 2013-2014.

Un'immagine tratta dallo spettacolo L'acqua e il mistero di Maripura

Un’immagine tratta dallo spettacolo L’acqua e il mistero di Maripura

Riprendendo in larga parte il testo stampato, pronunciato a più voci da un coro di personaggi, e creando nuove situazioni, ora dialogate ore fisiche, lo spettacolo traspone fedelmente lo spirito del libro, colorandolo di un po’ di umorismo in più. Per accattivarsi gli spettatori più piccoli, a partire dai 5 anni, i tre giovani attori in scena, Simone Panza, Emanuela Camozzi e Irene Fioravante, che si alterna con Marina Fresolone, si trasformano nella buffa corte di abitanti di Maripura, un po’ sciocchi, un po’ sbilenchi, sempre pronti a correre avanti e indietro con i loro vasi e ciotole per raccogliere l’acqua che cade dal cielo (sempre troppo poca), quella che zampilla dalla fonte di Yaku e quella che qualcuno gli ha rubato sotto gli occhi condannandoli alla sete e alla povertà.

Un'immagine tratta dallo spettacolo L'acqua e il mistero di Maripura

Un’immagine tratta dallo spettacolo L’acqua e il mistero di Maripura

La piccola Samina è l’unica che non si affanna e che continua a saltellare e a giocare, in particolare a morra cinese. L’acqua vincerebbe anche la pietra, ma è esclusa dalla sfida fra forbici, carta e sasso. Il sasso è un importantissimo elemento narrativo del racconto, pesante e fatidico, utilizzato da Carminati in contrapposizione con la fluidità dell’acqua; ma è anche protagonista delle illustrazioni di Valentinis  e sul palco diventa elemento scenico, insieme ai pochi oggetti in legno e metallo e ai tessuti che vestono e trasformano i personaggi.

Il libro L’acqua e il mistero di Maripura è patrocinato dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua e da CeVI – Centro di Volontariato Internazionale.

Immagini e testi del libro sono pubblicati per gentile concessione dell’editore Fatatrac. Tutti i diritti riservati. Si ringrazia Teatro Antoniano e Fondazione Aida per le immagini relative allo spettacolo.
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