da 12 anni in su/giovani adulti/horror per ragazzi/Libri/narrativa

Racconto d’inverno

Con il dì di Candelora, de l’inverno semo fora; ma se piove o tira vento de l’inverno semo dentro! Che siate sepolti sotto una coltre di neve o riscaldati dal tiepido sole invernale, oggi è un buon giorno per fare il punto sulle migliori letture invernali… oltre che sul clima!

Il 2 febbraio per noi italiani è il giorno cosidetto della Candelora, dedicato secondo la tradizione cattolica alla benedizione delle candele, che metaforicamente e non solo, tornano a far splendere la luce dopo il buio dell’inverno. Lo stesso giorno nella tradizione pagana si festeggiava la fine della stagione fredda e una festa simile esiste  nel lontano continente nordamericano, dove prende il nome di Giorno della Marmotta (ricordate il divertentissimo film del 1993 con Bill Murray Ricomincio da capo, in inglese Groundhog Day?). Tutte le tradizioni sono d’accordo nell’attribuire al clima di questa giornata -buono o cattivo che sia- la profetica proprietà di presagire il proseguimento o meno dell’inverno. Quale migliore occasione, allora, per consigliarvi, in ordine rigorosamente sparso, alcune letture che mettono i brividi… di freddo?

Credo che molti lettori e lettrici di questo blog saranno d’accordo con me nell’affermare che non c’è niente di meglio, in certe brevi giornate invernali, che chiudersi in casa a leggere un buon romanzo; meglio ancora se i personaggi si avventurano fra paesaggi sotto lo zero, mentre noi “sadici” lettori ci godiamo il tepore di una casa riscaldata!

Comincio subito col “caldeggiare” questo romanzo recentemente uscito, che ho scoperto grazia ad una segnalazione su Zazienews:

In trappolaIn trappola, Michael Northorp, Edizioni San Paolo 2012, 17,90 euro.

Cosa aspettarsi da un autore che va a braccetto con il freddo del nord fin dal cognome? Michael Northrop è uno scrittore americano; gli statunitensi, per loro esperienza diretta, sono ben allenati ad affrontare scenari dalle condizioni climatiche estreme. Così come sono fra i più efficaci analisti e narratori di quel microcosmo di relazioni  e crogiolo di destini che è la scuola superiore.

Metri di neve coprono come un sudario la Tattawa High School, collocata in una isolata contea del New England, costringendo sette sprovveduti studenti a sopravvivere al suo interno in attesa dei soccorsi. Come da copione, un poco alla volta le condizioni sempre più rigide costringono ragazzi e ragazze a rinunciare prima alle comodità (il riscaldamento, la luce elettrica, i servizi igienici), poi alla cura di sè stessi, in seguito alla cooperazione e, per finire, anche alla speranza. È molto coinvolgente immaginare insieme ai protagonisti soluzioni per accendere e mantenere vivo un fuoco nell’aula di scienze. Meno allettante l’idea di doversela cavare per giorni e giorni con i soli viveri di una mensa malfornita. Struggente l’ascolto della radio che trasmette dal centro della vicina città, immobilizzata dalla neve e mai così lontana dalla sua periferia, notizie allarmanti e canzoni pop che rompono una coltre di innaturale silenzio.

Il romanzo si divora tutto d’un fiato, complice lo stile accattivante e la scrittura fluida. Non scontata la scelta del narratore adolescente: il promettente sportivo Scotty Weems si racconta in prima persona con estrema sincerità, tradendo debolezze, goffaggini nel corpo e nel carattere (una brutta acne, l’indecisone con la più carina della scuola), paure e presagendo fin dal principio l’impossibilità di un lieto fine per tutti.

Amiche per la pelleL’inverno fa da cornice non soltanto a narrazioni di tipo catastrofico, ma  tradizionalmente anche al giallo, così come può essere un ottimo sfondo per l’avventura. Meno si adatta al fantastico, ma la carrellata di romanzi che vi propongo ora tocca tutti e tre questi generi.

Cominciamo con un altro gruppo di studenti -o meglio, studentesse- delle superiori, e un altro edificio isolato in mezzo alla neve…

Amiche per la pelle, di Christopher Pike, BUR Biblioteca universale Rizzoli 2009, 7,90 euro.

Un classico della mia preadolescenza, da un autore tanto bistrattato dalla critica e dagli educatori quanto amato dai lettori e dalle lettrici, sia negli anni Novanta che a tutt’oggi, grazie ad alcune fortunate ristampe di suoi romanzi. Non è Trappola per topi di Agatha Christie (altro giallo stretto fra la morsa del ghiaccio e i fantasmi dal passato), ma questo di Christopher Pike è comunque un ottimo thriller per lettori -o meglio, lettrici- da 12/13 anni in su.

La trama è semplice, quasi scontata, ma il suo dipanarsi funziona, eccome: chi non vorrebbe saperne di più sul terribile segreto che accomuna Lara, Rachel, Mindy, Dana e Nell, riunite per la prima volta tutte insieme per passare la notte nella casa di montagna di quest’ultima, dopo che in un fatale pigiama party di otto anni prima qualcuno ha perso tragicamente la vita? Di chi fu la colpa allora? Chi ha qualcosa da nascondere oggi?

Tempo da lupiAnche Francesco D’Adamo, notissimo autore di Storia di Iqbal, si è cimentato di recente con un romanzo invernale. Ad esser precisi la storia è ambientata alla vigilia della vigilia di Natale, ma visto che me lo sono fatta sfuggire sotto le feste, ve la ripropongo ora in piena stagione fredda.

Un inverno più freddo di quello che spazza la Terra di Nessuno alle porte di Milano non c’è: è un vero e proprio…

Tempo da lupi, di Francesco D’Adamo, De Agostini 2012, 7,90 euro.

In bilico fra fantapolitica e avventura, il romanzo mette due fratelli molto diversi fra loro, orfani dei genitori, a contatto con l’ambiente ostile e la fauna minacciosa che popola una enorme ex-zona industriale abbandonata, come potrebbero essercene ai margini di ogni metropoli occidentale. Otello è forte e risoluto, ma precipita da un tetto che frana sotto il peso di metri di neve e si rompe una gamba. Il giovanissimo Giovannino fa tesoro dei consigli del suo amico immaginario, il Dr. Spock di Star Trek, e della propria sensibilità per affrontare un branco di lupi selvaggi e i fantasmi che popolano le fabbriche da tempo dismesse.

Tempo da lupi è  e al tempo stesso coraggioso nell’immaginare una realtà alternativa, ma non troppo, in cui la speculazione finanziaria ha trasformato la città in un selvaggio deserto di neve, e un po’ nostalgico nei riferimenti: forse le lotte operaie, il rock anni Sessanta, la fantascienza di Gene Roddenberry risulteranno piuttosto distanti ai lettori di oggi, ma speriamo che li incuriosiscano! In definitiva, una piacevole e curiosa avventura che si presta senza ostacoli a lettori da 11 anni in su.

La fantascienza torna in campo con il terzo romanzo per lettori da 12 anni che si dipana su uno sfondo innevato. Il set è New York, e l’inverno quello fra il 1978 e il 1979.

Quando mi troveraiQuando mi troverai, di Rebecca Stead, Feltrinelli kids 2010, 12 euro.

Premetto che non sarò equilibrata nel raccontare di questo romanzo che mi ha emozionato e conquistato fin da subito! Un capolavoro a cavallo fra fantastico e mistery che consiglio per ogni momento in cui abbiate voglia di un ottimo libro; ma, essendo ambientato per buona parte durante un freddo inverno newyorkese, ho pensato bene di suggerirvelo come lettura di stagione. Che i libri siano come la frutta e la verdura, che nutrono di più se consumati nel giusto periodo dell’anno?

Difficile riassumere la trama di Quando mi troverai senza scardinarne la suspense impeccabile: dirò solo che, senza essere un giallo, la protagonista Miranda viene messa alla prova con alcuni enigmi recapitati da un anonimo “amico”, giunto da lontano per intervenire in un caso di vita o di morte. Intorno al mistero si dipanano rapporti familiari e amicizie descritti con tocco leggero ma molto coinvolgenti, tanta è la bravura dell’autrice Rebecca Stead nel dare spessore ad ogni comprimario e nell’infittire le sottotrame che li riguardano. Ma cosa c’entra la fantascienza in tutto questo? Fidatevi: c’entra moltissimo, ma come dovrete scoprirlo da soli!

E per finire, per una volta tanto, un consiglio di lettura non per ragazzi! Letto l’anno passato, durante una delle settimane di freddo più intenso e neve più alta che io ricordi nella mia città, questo romanzo horror cupo e al tempo stesso entusiasmante, è da leggere assolutamente avvolti in una trapunta sul fare della sera. Qui di seguito vi copio il mio commento originale e inedito di dodici freddi mesi fa…

La materia oscuraLa materia oscura, di Michelle Paver, Giano editore 2011, 16,50 euro

Mentre in una Bologna ricoperta di neve leggo che il radio telegrafista Jack, in viaggio verso l’isola norvegese di Spitsbergen per dare inizio ad una spedizione scientifica, annota: “condizioni meteorologiche perfette… eravamo appena sotto lo zero”… allora mi convinco che l’Artico d’estate non è poi così freddo e impenetrabile. Quando la mia città è avvolta in una morsa di ghiaccio, e l’avvento dell’autunno  al campo di Gruhuken porta con sé dei netti peggioramenti (“La temperatura è scesa parecchio, siamo a meno quindici”), realizzo che fuori e dentro il libro la temperatura è la stessa, e allora decido che sì, potrei tranquillamente resistere al clima del Polo Nord: che ci vuole!

Poi arriva la lunga notte artica. La luna fa scintillare il mare come piombo fuso. Le ossa di balena risplendono levigate come zanne che spuntano dalla crosta terrestre ghiacciata. E “colui che cammina ancora”, con la testa rotonda e bagnata, e una spalla più alta dell’altra, giunge per turbare il sonno e la veglia di coloro che sfidano l’inverno in cui non sorge mai il sole.

Per commentare il romanzo La materia oscura di Michelle Paver sono stati appropriatamente citati Jack London e Stephen King, l’uno per l’ambientazione di frontiera, l’estrema propaggine della Norvegia del  1937, l’altro per la scrittura fluida e per l’intrigante intreccio fra aberrazione mentale e orrore reale.

L’autrice, conosciuta da tempo ai giovani lettori per la serie di romanzi Cronache dell’era oscura e vincitrice nel 2010 del prestigioso riconoscimento The Guardian Children’s Fiction Prize, ha costruito un’originale  ghost story, un “agghiacciante” horror scritto per il pubblico adulto ma che non potrà che coinvolgere i lettori adolescenti alla ricerca di molto di più di un brivido di freddo. Assolutamente consigliato per la stagione invernale!

P. S.: di Michelle Paver è stato pubblicato da poco un altro avvincente romanzo, La voce del delfino… ma non è ancora il momento di raccontarvelo, ricco com’è di cocenti solleoni e tuffi fra le onde del Mediterraneo. Ad ogni libro la sua stagione!

Annunci

One thought on “Racconto d’inverno

  1. Pingback: Sotto la superficie dell’acqua | GiGi Il Giornale dei Giovani Lettori

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...