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Favola di Palermo

Una favola che è al tempo stesso una storia vera, un fumetto che sa raccontare con coraggio e delicatezza la  mafia ai giovanissimi lettori.

Questa è una favola racchiusa fra il promontorio di Monte Pellegrino, quello che agli occhi di un bambino può parere un cane addormentato, e le acque del Golfo di Palermo adombrate del castello Utveggio. È la favola della  malvagia strega Mafia, che nessuno ha mai visto ma che con le sue disgustose pozioni di Omertà, di Ignoranza, di Illegalità e di Violenza, ha addormentato la coscienza dei suoi sudditi.

È la favola di un cavaliere del Re Stato di nome Paolo, che sta cercando di stanare la strega, e che forse potrà riuscirci grazie all’aiuto e all’immaginazione di una ragazzina di nome Rita.

Se questa fosse solo una favola, il cavaliere e la sua giovane aiutante sconfiggerebbero Mafia per sempre. Ma purtroppo non lo è.

Favola di Palermo, di Silvestro Nicolaci, Scuola del fumetto, 12 euro.

Favola di Palermo è un lungo racconto a fumetti che prende le mosse dalla nostra storia recente, dall’incontro fra una diciassettenne siciliana cresciuta in una famiglia collusa con la Mafia e rimasta orfana del padre e del fratello, Rita Atria, e il magistrato anti mafia Paolo Borsellino.

La cronaca ci ha consegnato da tempo notizia del tragico epilogo della lotta di questi due coraggiosi individui contro Cosa Nostra.

Paolo Borsellino perse la vita insieme alla sua scorta il 19 luglio 1992 nella cosidetta strage di via D’Amelio. Rita Atria, divenuta testimone di giustizia grazie all’esempio della cognata Piera Aiello e in virtù della fiducia riposta nel magistrato Borsellino, si tolse la vita due settimane dopo l’attentato per la disperazione.

Rammentare ai più giovani questo capitolo così nero della storia italiana, accaduto prima della loro nascita ma ancora così bruciante e importante per il nostro presente, è doveroso ma al tempo stesso può apparire doloroso e difficile. Ecco che allora il valore simbolico e la forza visionaria di questa fiaba per immagini giungono quanto mai preziosi.

La giovane Rita Atria presta nome e carattere alla piccola Rituzza, bambina ribelle e coraggiosa la cui immaginazione è capace di vedere al di là della realtà e di intuire in una roccaforte di roccia, il monte Pellegrino, la prigione in cui è chiusa la coscienza dei suoi concittadini asserviti a Mafia.

Studi per il personaggio di Rita

Paolo, con la sua fidata e immancabile compare Sigaretta, è un magistrato-cavaliere stropicciato ma indomito, capace di aver fiducia nella bambina e in un lieto fine possibile.

Studi per il personaggio di Paolo Borsellino

Ma l’indistricabile influenza criminale della Mafia, trasfigurata nell’immagine di una subdola strega, che penetra nella vita e nella coscienza di tutti gli abitanti di Palermo grazie alle sue pozioni quotidianamente somministrate, pare avere il sopravvento. A poco sembrano contare gli sforzi dei cavalieri dello Stato, che pur individuando gli emissari della strega attraverso la disgustosa traccia delle sue bevande magiche, non riescono a scoprirne il rifugio segreto.

Dalle bozze a matita alla tavola finita: cliccate sull’immagine per ingrandire

Un rifugio segreto che, come in ogni favola che si rispetti, non può essere altro che nel castello che domina la città. Lo stesso castello Utveggio dal quale fu inviato il comando che innescò la strage di via D’Amelio.

Dopo una lunga e strenua ricerca, la favola, come la realtà, non concede purtroppo un lieto fine ai protagonisti. Ma un epilogo fiabesco, commovente e poetico, racconta la magia e il riscatto possibile che un cavaliere e una bambina sono stati capaci di regalare alla propria città.

Dalle bozze a matita alla tavola finita: cliccate sull’immagine per ingrandire

Silvestro Nicolaci, fumettista palermitano d’orgine e milanese d’adozione, illustratore per ragazzi e insegnante alla Scuola del fumetto del capoluogo lombardo, per questa Favola di Palermo si fa cantastorie, capace di intrecciare con sapienza  parole e immagini dai delicati chiaroscuri e proporre soluzioni narrative mai banali, che colpiscono il cuore dei lettori, stimolando allo stesso tempo domande e riflessioni.

E se il libro, edito dalla stessa Scuola del fumetto, è di difficile reperibilità sul mercato, è però possibile leggerlo on-line cliccando qui: un’opportunità da non perdere per tutti i lettori, compresi i più giovani da 8 anni in su, ai quali la lettura di questo fumetto darà l’occasione di scoprire una fiaba incantevole e triste, e dietro di essa una storia di reale eroismo ed esemplare cittadinanza.

Parole e immagini sono pubblicate per gentile concessione di Silvestro Nicolaci, al quale va il mio più sentito ringraziamento per la sua collaborazione e per le immagini inedite fornite. Tutti i diritti riservati. 
Un grazie anche all’associazione Comics Cocktails per avermi fatto conoscere il libro.
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